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ESERCITO ITALIANO – Una Staffetta per il “Milite Ignoto” I

ESERCITO ITALIANO Una Staffetta per il “Milite Ignoto” Il 21° Reggimento artiglieria terrestre “Trieste” e l’11° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito Italiano celebrano il 100° anniversario della traslazione del Milite Ignoto con una manifestazione sportiva che si svolgerà presso la Villa Comunale di Foggia. Foggia, 22 ottobre 2021. Nell’ambito delle iniziative tese alla celebrazione del “100° anniversario della traslazione della salma del Milite Ignoto”, per rievocare lo storico viaggio della salma del soldato sconosciuto, divenuto simbolo dei tanti caduti durante la Prima Guerra Mondiale, il 21° Reggimento artiglieria terrestre “Trieste” e l’11° Reggimento Genio Guastatori hanno organizzato, nelle giornate del 26 e 27 ottobre 2021, una manifestazione sportiva/addestrativa non competitiva denominata “Una staffetta per il Milite Ignoto”. L’evento, che avrà la durata di 24 ore, si svolgerà in contemporanea nelle città del Sud Italia in cui hanno sede i reparti militari dipendenti dal Comando delle Forze Operative Sud, tra le quali Trani, Barletta, Lecce, Altamura, Bari, Napoli, Capua, Caserta, Salerno, Battipaglia, Eboli, Cagliari, Sassari, Macomer, Capo Teulada, Palermo, Messina, Catania, Trapani, Catanzaro, Cosenza, Potenza, Roma, Spoleto. Alla manifestazione parteciperanno i militari dei due reparti, che correranno frazioni di mezz’ora ciascuno, ai quali potranno aggregarsi spontaneamente, anche per brevi periodi, i familiari, i simpatizzanti, i componenti di A.S.D. locali, ovvero le persone che a qualunque titolo intendano condividere e dare visibilità a questa importante ricorrenza nazionale. Dopo la 1ª Guerra Mondiale, le Nazioni che avevano partecipato al conflitto vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno. Una sola salma sarebbe stata tumulata al Vittoriano a rappresentare il sacrificio di 651.000 italiani. Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull’Altare della Patria e insignito della medaglia d’oro con la seguente motivazione: “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria.”

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