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Esserci è l’associazione silenziosa ma operosa che a supporto degli ammalati oncologici e delle loro famiglie a San Severo.

Tre anni fa, il 9 maggio 2018, si costituiva, a San Severo, l’associazione Esserci Odv, con le finalità di operare, senza scopo di lucro e in modo volontario, a supporto dei malati oncologici e delle loro famiglie, con iniziative volte al sostegno in ambito psicologico, socio-sanitario, disbrigo pratiche amministrative e/o legali legate ai diritti dell’ammalato oncologico. La “genesi di un sogno”, viene racconta dalla presidente, Elena Centola: “C’era una volta un ‘pensiero sommerso’ nel cuore e nella testa di una giovane donna. L’anno era il 2000 e lei ha visto morire di cancro il suo uomo. No: non l’ha ‘visto’; ha vissuto ogni attimo del calvario con lui. Mai lui e lei sono stati soli. C’è stato sempre, ogni giorno un cerchio d’amore fatto da genitori, sorelle e amici. Il desiderio di ‘Esserci’ nasce dalla riconoscenza per la vita e dalla gratitudine. Questo ‘desiderio sommerso’ è nato per mano di un meraviglioso gruppo di anime, che chiamo ‘famiglia’ per farne intendere il calore – ha continuato la Elena Centola -. Alcuni dei nostri volontari hanno personalmente vissuto il cancro; altri insieme ad un amico o ad un familiare. Ogni membro di ‘Esserci’ sa, dunque, che non è soltanto la malattia che fa sanguinare ma anche il doloroso vissuto senza amore in solitudine, che fa morire dentro”. Dal primo ottobre 2019, è diventato operativo il “C.Or.O”-Centro di Orientamento Oncologico, guidato dal dottor Massimo Lombardi, che attraverso un’équipe multi professionale, informa e accoglie ogni nuovo paziente con una diagnosi o sospetto di malattia neoplastica, in tutto il suo percorso di cura. Si tratta di un reparto che rinforza e amplia l’offerta del nosocomio “Masselli-Mascia” di San Severo. “Ogni giorno ci rechiamo, a turno, al C.Or.O. e, malgrado la quotidianità, non c’è una giornata tipo, perché ogni volontario, giungendo in reparto chiede, semplicemente alle figure di riferimento (medici e infermieri) in che modo si può essere d’aiuto ai pazienti che sono presenti – ha evidenziato la presidente di Esserci -. Generalmente si sta in sala d’aspetto e si coordinano gli orari, le visite ed eventuali urgenze; inoltre, si comunica telefonicamente con altri pazienti per gli appuntamenti di esami diagnostici (analisi, Tac, ecc.). Spesso si accolgono le loro confidenze ed è per questo che, con gli ammalati e le loro famiglie anzitutto si cerca di essere presenti con l’ascolto attivo”. L’ascolto, nella sua semplicità, per chi vive nel caos quotidiano, nelle routine della connessione non potrà mai comprendere il verbo “ascoltare” e il suo profondo significato: “Ascoltare con amore e discrezione vuol dire che si è stabilita una relazione forte – ha concluso Elena Centola -. Parte da lì e poi si analizzano le ‘criticità’ sulle quali agire, per poter essere d’aiuto: tipo nel disbrigo della documentazione per l’invalidità e i vari moduli burocratici; si può aiutare nel bisogno quotidiano, inoltre, come l’acquisto di farmaci, alimenti e commissioni varie, oppure dando supporto in maniera fondamentale a chi è solo e non può contare sull’aiuto di parenti e amici e, in casi eccezionali, per questi pazienti si cerca di accompagnarli fisicamente anche alle sedute delle terapie chemiotiche”.

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