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FEDORA SPINELLI ALLA MOSTRA D’ARTE VISIVA DELLA TRIENNALE DI ROMA

Di MARIO BOCOLA

Le opere dell’artista sanseverese esposte a Palazzo Borghese

L’artista sanseverese Fedora Spinelli continua acollezionare successi esponendo la sua opera pittorica, “Glaciazione” (ricamo con spatola, 100x70x4)),presso la Galleria del Cembalo – Palazzo Borghese per la Triennale di Arti Visive di Roma, importantissima rassegna d’arte contemporaneagiunta alla quarta edizione, e visitabile dall’11 giugno e fino al 20 giugno 2021. L’iniziativa, presieduta dal Gruppo Start, organizzazione che si occupa di editoria e mostre d’arte internazionali, e gestita magistralmente dalla poliedrica Stefania Pieralice, con il patrocinio morale del Ministero dei Beni Culturali (per quanto riguarda la rassegna presso la Galleria della Biblioteca Angelica), in quest’edizione vede la partecipazione di oltre duecento artisti italiani con trecento opere esposte in cinque spazi espositivi: Galleria del Cembalo – Palazzo Borgese (Largo Fontanella Borghese 19), Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria 1), Galleria della Biblioteca Angelica (Piazza di S. Agostino 8) Palazzo Velli-Expò(Piazza di Sant’Egidio 10) Medina Rome Art Gallery (Via Angelo Poliziano 32-34-36).

La mostra,fondata sulla libertà d’espressione, sulla museologia di qualità e sulla capacità di coniugare autorevolezza, professionalità, indipendenza, e con un’attenzione alle esigenze dei mercati,è diretta da Mario Bernardinello, subentrato a Daniele Dunil, ha dichiarato come “il merito della manifestazione romana è quello di coinvolgere numerosissimi artisti, favorendo lo sviluppo dell’arte italiana”.

Ad inaugurare quest’anno la mostra sarà il noto critico e storico dell’arte conte Daniele Radini Tedeschi, nonchédal 2017 Responsabile Scientifico dell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini,il quale ha affermato come “L’arte è sempre occasione per far avvicinare gli artisti, aprire al dialogo, all’incontro e al confronto di visioni ideologiche diverse. Credo sia necessario, a maggior ragione oggi, testimoniare con opere d’arte la cultura del presente: “immortalare” tale periodo non semplice, a volte contraddittorio, sicuramente problematico per porre domande e suggerire risposte. La città di Roma, con tale manifestazione, potrà accogliere un interessante fervore culturale, viatico per il domani”.

Il titolo “ANNI VENTI-Global Change” è una finestra visuale sui cambiamenti climatici, sociali e geopolitici di un ventennio assai travagliato, caratterizzato prevalentemente dall’attuale decorso pandemico. Gli artisti metteranno in scena con colori, gesti performativi, sculture e scatti fotografici le diverse reazioni individuali di una comunità isolata, scossa e inequivocabilmente travagliata. Si assisterà a una rappresentazione talvolta drammatica, talaltra ironica di uno stato di disagio interiore causato anche dal distanziamento sociale.

In un periodo di divisioni sociali, politiche e disuguaglianze economiche “ANNI VENTI-Global Change” si configura quindi come una riflessione sui tempi attuali. Il fil rougedi tutta la rassegna procederà tra la difficoltà a vivere quest’epoca e al contempo la spinta verso una rinascita, un convivere tutti generosamente assieme. E in vista di una storia che ha sempre avuti “corsi e ricorsi” la mostra evocherà anche quei ricordi e quelle memorie dei “Ruggenti Anni Venti” frammisti ai dolori della Prima Guerra Mondiale, aggravati dalla successiva febbre epidemica Spagnola, e la fioritura di un nuovo dinamismo culturale.

Il linguaggio estetico di gran parte delle opere in mostra sarà di tipo Informale con l’abbandono della figura o della forma a favore dell’inconscio, che plasma la materia, sia essa pittorica, scultorea o estranea alla tradizione (plastica, tessuto, metallo, cemento etc…). La nuova crisi attuale del mondo occidentale, oggi imperante, porta quindi a rivalutare uno stilema risalente a più di mezzo secolo fa, in quanto l’arte Informale appunto, nata negli anni 40’ del Novecento e sviluppatasi sino ai primi anni Sessanta, proprio in risposta alle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e alla mancanza di certezze, non si presenta come superficiale imitazione del passato, bensì è permeata inevitabilmente dai celeri cambiamenti sociali del nuovo millennio.

 

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