ComunicatiPrima pagina

FEDORA SPINELLI, LETTERA DI GIANNI DUNIL PER LA TRIENNALE DI ROMA

L’art director scrive agli artisti che espongono alla rassegna della Capitale

L’artista sanseverese Fedora Spinelli, in questi giorni sta esponendo presso la Galleria di Palazzo Borghese, nell’ambito della IV rassegna della “Triennale di Roma 2021”. Gianni Dunil, art director ha inviato una lettera aperta agli Artisti che stanno partecipando alla Triennale di Roma e, quindi, anche alla nostra Fedora Spinelli che sta riscuotendo unanimi consensi anche alla rassegna d’arte contemporanea della Capitale.

Ecco cosa scrive Gianni Dunil agli artisti partecipanti:

“Carissimi amici,

Bentrovati e Benvenuti alla quarta edizione della Triennale di Roma.

Anche in questa occasione ho scritto una lettera per voi, preferendo un flusso di coscienza spontaneo e immediato a un discorso ragionato e studiato.

Dall’ultima volta che vi ho incontrati è trascorso poco più di un anno…e tante cose sono successe. La nostra vita è cambiata.

Cari amici in questo lungo periodo sfido chi di voi non abbia avuta paura per se e per i suoi cari. Noi tutti abbiamo sofferto l’isolamento forzato- benchè necessario- privandoci di sorrisi, strette di mano, abbracci, familiarità.

E il Teatro Italia, che oggi ci ospita, dinnanzi a tali gravi fatti è come fosse quasi…un altro mondo, una comunità dove sentirsi più leggeri…nonostante tutto. E questo ormai è ciò che conta.

Ognuno di voi, è partito dalla propria regione…chi portando sulle spalle la paura, chi il panico, chi gli ultimi resti di entusiasmo…per giungere qui a Roma, nella Capitale, al fine di poter afferrare la speranza che l’Arte possa ancora fare qualcosa…che non tutto è perduto.

E siete stati combattenti valorosi e resistenti, grazie agli ideali e alla passione.

Tutto sommato, nonostante le macerie di cui siamo circondati, abbiamo vinto. Avete vinto.

Una vittoria a caro prezzo, che ha lasciato cicatrici, segni profondi…perché le vostre opere, esposte nelle cinque sedi espositive, parlano a noi di crepe, crateri, rovine. Gran parte sono testimonianza delle vostre e nostre fragilità…profondamente vere e toccanti. Alcune esprimono quel dissenso figlio della decadenza che ci troviamo a vivere e altre ancora…invece…rappresentano diari di attese e speranze.

E questa occasione…permettetemi di dire…non è una semplice mostra espositiva come tante… bensì rappresenta una “Geografia Sociale e Spaziale” di Vite… narrata con quadri, fotografie, sculture, pennellate che danno origine a tocchi di luci e ombre.

Perché, cari amici, le parole talvolta fingono normalità ma le opere…sono il vostro specchio più sincero… in un continuo passaggio tra timori e speranze, un confuso entrare e uscire da questi due opposti sentimenti.

E se prima del virus si viveva tutti in una sorta di “intangibilità della vita” e direi anche “indifferenza” tra gli uni e gli altri, ora questa epidemia ci ha reso forse più vicini…anche solo nella desiderata Guarigione, nell’Attesa che finisca questo lungo periodo di incertezze.

Le vostre opere, una ad una, per me…per la società Start tutta, sono “luoghi di Rinascita” da cui ripartire per una nuova genesi: esistenziale, spirituale, sociale. Sono una opportunità di riflessione, di pensiero. Il tricolore che abbiamo scelto negli inviti, nei manifesti, nelle locandine ha un significato particolare, ora più che mai.

Perché è questo il periodo di riaccendere sulle strade le luci dei lampioni oscurati… anche oltre le ore 23.00; perché è questo il momento di tornare a sentire un concerto di musica, di vedere il campionato di calcio, di tornare nei cinema e nei teatri, di assistere a una festa di ballo.

Insomma l’Italia che noi vogliamo è carica di brio, di sacrifici, di impegno collettivo…è una Italia certamente fiaccata ma che vuole fortemente Rinascere.

Concludo dedicandovi una frase, di uno dei più grandi attori teatrali italiani, Eduardo De Filippo…il quale diceva “Ha da passà a’nuttata”. E noi siamo oramai nell’attesa di questa Nuova Alba.

Vi abbraccio uno per uno, stringendovi… mai come ora…forte forte.”

Vostro, Gianni Dunil.                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Mario Bocola

Altri articoli

Back to top button