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FIGLI ALLA RICERCA DEL PADRE

di MICHELE MONACO

La classe docente sostiene ragionevolmente che oggi l’emergenza educativa richiede, in primo luogo, una forte responsabilità del ruolo dei genitori, della famiglia.Tanti insegnanti sono concordi nel rilevare che le nuove generazioni appaiono sperdute tanto quanto i loro genitori.Questi ultimi-sostiene lo psichiatra MASSIMO RECALCATI- hanno smesso da tempo di svolgere il loro ruolo, hanno abdicato, si sono dimessi dalla loro funzione, mentre i loro figli annaspano in un tempo senza orizzonte proprio comeil giovane TELEMACO che attende il ritorno del padre; prega affinché sia ristabilita la Legge nella sua casa invasa dai Proci. Come è noto, TELEMACO attende suo padre che manca da casa da tanto, tanto tempo, da quando lui era piccolo. Cresciuto in un ambiente prevalentemente ostile, TELEMACO si rende conto che nella sua casa c’è bisogno di ordine e legalità. Il processo dell’ereditare sembra venire meno e senza di esso non si dà possibilità di trasmissione del desiderio da una generazione all’altra e la vita umana appare priva di senso. Chi meglio di TELEMACO – costretto a restare sospeso in un limbo tra infanzia e maturità- può simboleggiare il dramma delle nuove generazioni che vivono nell’incertezza di poter costruire il proprio futuro?Dove sono finiti i padri? In quali mari si sono persi? Perché i padri non riescono a sostenere la propria funzione educativa e il conflitto generazionale che ne deriva? I padri latitano, si sono eclissati,hanno abdicato, ma il bisogno di riferimenti resta. I giovani di oggi assomigliano a TELEMACO che guarda il mare e che si aspetta che qualcosa dal mare torni. Si aspetta che dal mare tornino le vele gloriose della flotta invincibile del padre. Che dal mare, insomma, torni il padre eroe, sovrano, guerriero e carismatico.Non vorrei urtare la suscettibilità di alcuni Lettori con un fantasioso o realistico paragone, ma spero che questa nostra amata e tormentata città del vino, dell’olioe in preda ad una spirale di violenza senza fine, non diventi come Itaca e che non vi siano giovani…alla TELEMACO (sospesi tra adolescenza e maturità)che aspettano dei padri assenti che vivono in tutt’altre faccende affaccendati. Se il paragone vi sembra azzardato e non pertinente con la nostra realtà, me ne scuso sin d’ora.Ma la pazienza, come la tela di PENELOPE, non può durare in eterno!

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