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Filiera olearia, lo scarto che vale oro

Nell’ attuale filiera olearia, le foglie prodotte durante la raccolta delle olive vengono smaltite come concimazione per i terreni, incenerite o nel migliore dei casi destinate al  nutrimento animale. Eppure considerarle un prodotto di scarto è quanto mai sbagliato. Costituendo il luogo primario delle reazioni metaboliche della pianta, le foglie sintetizzano e accumulano, gli stessi composti responsabili di alcune delle proprietà benefiche dell’ olio d’oliva. Sono i famosi polifenoli : acidi e fenoli semplici, flavonoidi, lignani e secoiroidi, che determinano con altri aromi, la nota amara e pungente, del nostro olio e conferiscono allo stesso capacità antiossidanti. Ebbene, sappiate che la loro concentrazione nelle foglie è fino a 100 volte più elevata, che nell’olio. I dati derivano da uno studio che ha comparato i livelli dell’ oleuropeina, un polifenolo secoroide, negli estratti di foglie, con quelli presenti nell’ olio della pianta corrispondente. Pur riportando leggere variazioni dettate dalla varietà dell’ olivo, dal clima e dai sistemi di coltivazione, i risultati segnalano l’ eccezionale ricchezza di polifenoli nelle foglie rispetto all’ olio. La ricerca, non ha incluso la Peranzana, ma è ragionevole pensare, data l’ eminente qualità del suo olio, che racchiuda nelle foglie un vero tesoro. E sì, perché contenuti così alti di molecole bioattive, come i polifenoli, in un estratto naturale che si può ottenere con protocolli relativamente semplici, fanno dell’ estratto di foglie d’ olivo un bene di lusso. Numerose le possibilità d’ impiego, tra cui la formulazione d’ integratori e additivi alimentari, cosmetici e ovviamente farmaci. Per le quantità in cui è presente nell’ estratto di foglie, l’ oleuropeina, una volta metabolizzata nel corpo, sarebbe una fonte importante, d’ idrossitirosolo. Molecola antiossidante per eccellenza, l’ idrossitirosolo è stato già segnalato, anni fà, dall’ Organizzazione mondiale della Sanità, per la prevenzione delle malattie cardiocircolatorie, diabete e aterosclerosi. Ma non è tutto, le potenzialità antiossidanti derivate dall’ oleuropeina, si stanno valutando anche per la prevenzione e il trattamento di malattie neurodegenerative come Parkinson, Alzheimer e SLA. Ciò che buttiamo oggi, domani potrebbe esserci pagato a peso d’ oro.

Patrizia D’ Andrea

La fonte dei livelli di oleuropeina nell’ olio e nelle foglie è questo studio “Discrimination and classification of olive tree varieties and cultivation zones by biophenol contents”. Di Japon-Lujan R., Ruiz-Jimènez J., de Castro MD.  Pubblicato su J Agric Food Chem 2006; 54(26):9706-12.

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