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FOGGIA: Zecca dello Stato “A rischio più di sessanta posti di lavoro”.

Protesta il sindacato delle guardie particolari giurate

Da quanto appreso dalla rappresentanza sindacale aziendale della ISSV-VIS SpA di Foggia, a meno di due mesi dalla scadenza (15 aprile c.a.) dell’appalto tra gli istituti di vigilanza e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia, le guardie giurate impiegate nello stabilimento vedrebbero peggiorare sensibilmente la propria situazione.

Infatti, alle parole, promesse e speranze emerse dello scorso novembre tra IPZS, sindacati, i due istituti di vigilanza ed il Prefetto di Foggia, avrebbe fatto seguito la situazione attuale che non prevede sbocchi di alcuna sorta per le unità che hanno contribuito fino ad oggi allo sviluppo e alla sicurezza dello stabilimento foggiano.

Alla base della crisi aziendale ci sarebbe la decisione della Zecca dello Stato, in ottemperanza di direttive impartite dalla BCE e dalla Banca d’Italia, di “pubblicizzare” il servizio di sicurezza affidandosi esclusivamente al personale della Guardia di Finanza, eliminando qualsiasi determinazione a contrarre con i privati autorizzati ai servizi di vigilanza.

«Ad oggi il futuro per le stesse GPG risulta sempre più drammatico ed incerto visto che soprattutto ISSV PUMA SECURITY non ha appalti sul territorio – aggiungono dall’azienda – e considerando oltremodo che già altre realtà, come quella capitolina, hanno vissuto un po’ di tempo fa la medesima situazione che vedrà protagoniste a breve le GPG foggiane, risultano alcune di queste ancora non essere ricollocate.

Il risparmio gestionale della decisione non è mai stato documentato, nè si è avuta mai dimostrazione dell’esistenza di documenti che certifichino l’obbligo di ottemperare a quanto disposto dalla Banca Centrale Europea circa la necessità di usare unità provenienti esclusivamente dalla Guardia di Finanza, non esiste alcun legiferato documento o alcuna disposizione prefettizia che affermi quanto esposto anzi, in altri appalti operano e convivono congiuntamente FFOO e GPG (vedasi Aeroporti, Ospedali,ASL, Tribunali).

Inoltre, pur non volendo entrare nel merito delle varie scelte aziendali, si ritiene assurdo e privo di consapevolezza l’impiego di un corpo pur prestigioso come quello della GdF in meri incarichi di vigilanza privata, distogliendolo dal più idoneo impiego circa il reale fabbisogno del nostro territorio, da sempre dilaniato da situazioni di stampo mafioso e delinquenziale, come recentemente ed autorevolmente constatato dall’attuale ministro dell’interno Luciana Lamorgese, intervenuto sulle predette questioni.

In questo momento storico caratterizzato da pandemia e crisi economica, bisognerebbe tutelare la collettività creando posti di lavoro e non sopprimendo quelli già in essere.»

L’unica strada per non ricorrere ad una redistribuzione delle unità sul territorio nazionale, o peggio all’uso degli ammortizzatori sociali, sembrerebbe quella di trovare un accordo in tavolo di contrattazione che si terrà il prossimo 23 febbraio, per poter valutare l’impatto che questa decisione avrebbe sui circa 80 lavoratori impiegati nella sede foggiana.

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