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FORMIAMO UNA BAND? LA MUSICA E L’ESPERIENZA DI GRUPPO PER I RAGAZZI

Di Nazario Tartaglione

Suonare uno strumento musicale e cantare sono attività che ben interagiscono con lo sviluppo e la crescita di ognuno, sostenendo autostima, scoperta di sé e relazione.
Una delle esperienze più entusiasmanti che si può fare è quindi costituire una band.
La band sarà una squadra dove ognuno avrà un proprio ruolo, sia musicale che organizzativo, e si porrà degli obiettivi: suonare bene per realizzare spettacoli e, perchè no, anche delle registrazioni che potrebbero diventare una proprio disco – fino all’interazione con il web, che permetterà confronto con il pubblico dei social e quindi una pronta verifica dei risultati ottenuti.
In una band ci sarà bisogno della sezione ritmica, costituita da basso e batteria, con eventuali percussioni, in base al genere scelto, poi sarà la volta delle chitarre, quella da accompagnamento e la seconda, per i riffes e gli assoli. Per una formazione rock potrebbe essere sufficiente, aggiungendo ovviamente la voce, elemento fondamentale nelle band canore, in quelle cioè che suonano canzoni e non brani strumentali.
Insieme agli altri strumenti la voce contribuisce a definire il sound della band, cioè la sonorità complessiva che individua e distingue una formazione dall’altra, e in questo può essere davvero determinante. Ma se ci spostiamo dal rock ad altri generi ecco che una tastiera diventa inevitabile. Infatti le tastiere permettono di aggiungere il suono del pianoforte, e in diversi stili, e allo stesso modo di riprodurre i suoni di diversi strumenti, come flauti, archi, sottofondi, fisarmonica ed altri ancora. Uno strumento ricco di suoni e sonorità che permetterà alla band di poter contare su tante soluzioni sonore impensabili qualche decennio fa, quando le tastiere non esistevano e al loro posto era necessario usare dei riproduttori sonori elettronici, i campionatori analogici, adatti più allo studio di registrazione che al live, costosi e complessi da impiegare dal vivo – oggi sostituiti da quelli digitali, più manegevoli ed accessibili.
Insieme alla tastiera, in base al genere, sono tanti gli strumenti che si possono aggiungere ancora, come tamburelli, violini, armonica a bocca, fisarmonica, flauti, seconde voci o una sezione di cori.
Ma non si pensi che formare e sostenere una band sia una cosa semplice e puramente musicale. Centrali sono infatti le relazioni tra i suoi componenti, l’intesa e l’accordo, che permetteranno sia di suonare in armonia e quindi con buona resa artistica sia di superare i diversi problemi legati alla vita della compagine: come l’acquisto di strumenti e attrezzature, la scelta e gestione del locale dove provare, l’orario e i giorni delle prove, la realizzazione di registrazioni audio o video in anteprima e poi la ricerca degli spazi in cui suonare, quali locali, eventi e manifestazioni pubbliche. A questo si aggiunge la questione logistica degli spostamenti e quindi dei mezzi di trasporto, oltre che dei costi di gestione per il locale, gli strumenti e i viaggi.
Ecco che dall’aspetto musicale senza accorgersene si è scivolati in quello manageriale, ma prima di poter contare sui servizi di un manager o di un’agenzia di spettacolo bisognerà fare molta gavetta, suonare, suonare e suonare, caricare e scaricare impianti, montarli e verificarne la corretta funzionalità, accettare gli applausi come i fischi, i complimenti come le critiche e non fermarsi mai, sostenuti da un’autentica passione che deve essere alla base di tutto.
Anche se forse non si diventerà mai artisti affermati, ricchi e famosi, senz’altro l’esperienza di una band musicale servirà a crescere, a sognare, a formare il carattere, ad imparare a stare insieme, a condividere e ad impegnarsi per obiettivi personali e comuni.
Un mezzo didattico la band, senz’altro da valutare anche come prassi nelle scuole.
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