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Fp Cgil: “Assunzioni al Comune di Foggia, inaccettabile l’esclusione dei foggiani”

“Ancora una volta, assunzioni senza concorso, intanto i dipendenti aspettano quanto dovuto”. “Scambiano le vittime coi carnefici, si fa un danno permanente alla città, comportamento assurdo”

FOGGIA – “Per il secondo anno consecutivo, nel Piano di assunzioni del Comune di Foggia, l’organo di gestione ha deciso di escludere i cittadini foggiani, marginalizzando dipendenti comunali, oltre che i tanti giovani, donne e persone di tutte le età che potevano avere un’occasione occupazionale importante, ancor più rilevante in un contesto territoriale dove la disoccupazione raggiunge livelli altissimi e le opportunità lavorative scarseggiano. La Cgil, dunque, dissente con forza dal Piano assunzionale 2022 del Comune di Foggia, in special modo, la nostra organizzazione sindacale non trova giustificazione al rigido atteggiamento che la Commissione Straordinaria di Gestione continua avere con la cittadinanza e il personale storico. Difatti, anche per il 2022, l’organo di gestione ha scelto di utilizzare graduatorie di concorsi già fatti in altre città e, in questo modo, di saturare tutti i posti liberi non lasciando alcuna opportunità ai foggiani”. E’ la FP Cgil di Foggia a prendere una posizione netta, contestando nel merito il piano delle nuove assunzioni che il Comune di Foggia ha adottato.

“L’anno scorso”, si legge ancora nella nota, “la neo insediata commissione straordinaria descrisse la manovra dall’esterno come <l’unica compatibile ai tempi ristretti ed emergenziali…> ; quest’anno lo straordinario sembra diventato ordinario”.

IL BLOCCO DELLE CARRIERE. “La pretesa esigenza di assumere anche quest’anno dall’esterno, e senza concorso pubblico, va di fatto a congelare ogni ipotesi di carriera per il personale storico. Basti pensare che i dipendenti del Comune di foggia, titolati a progredire in carriera già nel 2021, vengono di nuovo bloccati nell’avanzamento ed in tal modo lo saranno per sempre. L’Amministrazione ha deciso di aggiungere ancora un gap tra il personale locale (sottoposto nelle mansioni) e il nuovo personale (sovrapposto) che, provenendo in massa da fuori,  andrà a saturare tutte le funzioni preminenti. Nessuno merita tanto spregio nella sua città sul luogo di lavoro, quanto in atto richiama senza troppa fantasia i temi bellici internazionali.

MANCATA VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE. “L’Amministrazione sciolta per mafia non ha corrisposto la produttività dal 2010 al 2018, ma anche la gestione commissariale non eroga i premi del 2019/2020/2021. Non sono ancora state attivate le progressioni orizzontali né tantomeno le verticali. Resta tutto immobile e le lavoratrici e lavoratori che attendevano gli arretrati, agognando una meritata boccata di ossigeno, restano senza ausili sotto la crisi pandemica e geopolitica”.

MANCANZA DI EQUITA’ TRA I SETTORI. “Osservando la suddivisione delle risorse in acquisizione, come da Piano del Fabbisogno del Personale 2022, si noterà facilmente che alcuni settori come l’avvocatura, la polizia locale e i servizi sociali saranno premiati al 100% con risorse interne, mentre altri settori come quelli tecnici solo con risorse esterne. Come mai questa differenza, siamo spettatori di qualcosa che assomiglia ad un concorso ad personam?”.

LA CRISI DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE.  Il D.Lgs. 150/2009 prevede l’obbligo per gli enti pubblici di valutare e valorizzare il personale ogni anno. Spiace dover ricordare che la produttività del 2019, nonostante le vane promesse del segretario comunale, non è stata ancora erogata.  Inoltre l’Amministrazione, anche qualora decidesse di farlo, si accingerebbe a valutare con due anni di ritardo il personale. Se un alunno del secondo superiore ricevesse la valutazione di quell’anno solo al quinto, gli avremmo dato il parametro e la motivazione per migliorare nel terzo e quarto anno? Si è persa la bussola ormai. Negli anni trascorsi, il personale ha fatto i tripli salti mortali per erogare i servizi ai cittadini durante la pandemia. Queste lavoratrici e questi lavoratori meritano certamente il massimo della valutazione. Scambiare le vittime per carnefici è un danno peggiore di ciò che le ha rese già sofferenti. L’assenza di risposte pronte e certe preannuncia una doverosa mobilitazione”.

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