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Fr Andrea Tirelli: “La cultura mafiosa non la debelleremo con convegni e raduni. Cambiamo linguaggio.”

“…se non lo dico sto male…allora lo dico…rivolgendomi a quelli animati da buoni propositi che pure non mancano. Uno dei tormentoni più in voga negli ultimi mesi, nella nostra città, è quello che richiama al tema della “Legalità” e all’atteggiamento antimafia che tutti, un po’ a turno abbiamo invocato, mentre la diffusa illegalità assumendo i tratti della criminalità, continua a prosperare in ogni ambiente cittadino senza discriminare nessuno. Vorrei oggi con voi provare e proporre alcune strade che insieme possiamo praticare per invertire la rotta o almeno attenuare gli affetti.

Innanzitutto mi preme dire, magari sbagliando, che la cultura mafiosa non la debelleremo con convegni e raduni, che pure sono importanti, ma che rischiano di diventare appuntamenti normali.

Secondo; che questa sub cultura, per essere sradicata, ha bisogno di tempo (non la vinceremo domani) e argomenti convincenti.

Terzo; che per quanto possiamo continuare a parlare di queste cose se non impostiamo un’azione che pone a centro il tema del Lavoro e dei Servizi potremo continuare a commuoverci con i raccontini delle esperienze virtuose per un altro migliaio di anni, ma staremo sempre allo stesso punto.

Poi, rivolgendomi agli uomini di Buona Volontà Civica dico che uno dei piani di scontro più comuni della Mafia è quello del linguaggio che insieme dobbiamo iniziare a modificare. La sub cultura mafiosa ha un suo linguaggio che le fa da terreno di cultura e che noi, come ricordava in un suo intervento ai marciatori la co-referente Regionale di LIBERA, avv. Federica Bianchi, dobbiamo modificare poiché anche noi lo utilizziamo ampiamente. Pensate quante volte anche noi diciamo che nella nostra città ci vorrebbe l’esercito o che certa gente merita di essere ammazzata allo stesso modo. Che a quei ragazzi che fanno casini andrebbero tagliate le mani o che i nostri amministratori sono una massa di delinquenti (per essere buoni). O che i Poliziotti sprecano solo gasolio andando in giro ad ore intere o peggio ancora che questi Carabinieri hanno rotto che fermano solo gli stessi.

Ora, dove sta il limite di queste affermazioni?

Sta nel fatto che creano consenso sbagliato, alimentano il senso di insoddisfazione generale e che incoraggiano a mollare più che a perseguire il bene (tanto se tutti rubano, sporcano, distruggono). Un linguaggio più appropriato usa parole e gesti che disinnescano conflitti. Avete mai provato a dire “Grazie” attraversando una porta che qualcuno vi ha tenuto aperta? O a dire “buongiorno” nella sala d’attesa del medico anziché dire che questo è un “moscione” che fa solo perdere tempo alla gente? Avete mai provato a dire: “E’ colpa mia” dopo aver fatto un errore anche banale? E non parlo dei gesti…immaginate cosa succederebbe se la gente vi vedesse raccogliere e buttare nel cestino quella bottiglia di birra che qualcuno ha distrattamente lasciato.”

fr Andrea Tirelli

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