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Fr Andrea Tirelli: “Miglio-Tricarico, cessi questo incontro tennistico mediatico”

…se non lo dico sto male…e allora lo dico…e mi rivolgo ai miei amici Sanseveresi! È già qualche giorno che sono lontano dalla mia città per alcuni impegni ma voglio dirvi che non ho sentito affatto la vostra mancanza. La vostra presenza è stata visibile fin qui un po’ come una nube pesante sollevata alle luci dell’alba. Forte e chiara come un colpo di pistola sparato all’ora in cui ci si mette a tavola. Vicina come il volo vigile e attento di un elicottero sulla testa alle sei del mattino, foriero di un’imminente operazione di polizia. Che dire, vi sento con me anche qui. Ma la cosa che più avrei voluto che mi mancasse, palesata dai social, è questo infinito duello. Questo incontro tennistico mediatico tra il nostro primo cittadino e chi ha provato a diventarlo e crede di essere ancora in campagna elettorale. Un duello esilarante, a tratti, ma – è un mio parere – disputato su un campo poco idoneo a dare risposte reali. Più che un campo, in verità, una piazza, e sulle piazze c’è gente, tanta gente…che ride. Preciso che sono amico di entrambi ed è solo l’amicizia che mi lega a loro a portarmi a chiedergli di interrompere questo match o magari a mettersi entrambi sulla stessa metà campo, e provando a fare squadra, impegnarsi in un doppio contro i problemi della città. La verità è che per quanto ci (e vi) diverta la cosa non è con la forza espressiva dei social che cambieremo questa città – è sempre un mio parere – ma potremmo farlo solo provando a stare sulla stessa barca, a remare insieme, coordinando le poche forze residue di un territorio in sofferenza. Inoltre, pur essendo un uomo che usa tanto le parole per il suo lavoro/ministero mi piace ricordare ad entrambi, come afferma San Giacomo nella sua lettera, che le parole servono a poco se non sono seguite da gesti. Attenzione, non gesti personali belli e clamorosi, ma azioni concrete corali proposte ai cittadini. Quindi – ancora una mia idea – basta dichiarazioni spot di nuove aperture cantieri e basta microfono in giro per raccontare inadempienze. Proviamo insieme a fare qualche gesto civico, anche semplice, per segnare un passo nuovo? Basterebbe anche che provassimo, tutti insieme, a rispettare gli stop alle rotonde. Sarebbe già un modo per esprimere una rinnovata forma di “attenzione” all’altro.

Fr Andrea Tirelli. Lontano…ma non troppo!

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