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FRANCESCO MAGGIO: “L’ECONOMIA DECENTE? FIORISCE CON UNA SEMINA CONTINUA DI UMILTÀ”

di DESIO CRISTALLI

«Giocare in casa è sempre impegnativo perché, come si suol dire, nessuno è profeta in patria». Esordisce con una metafora sportiva FRANCESCO MAGGIO, autore del saggio “ECONOMIA DECENTE” (Edizioni Gruppo Abele) presentato mercoledì 19 aprile scorso alla libreria ORSA MINORE di Via Soccorso, insieme a FRANCO CAPRIGLIONE e VERONICA TONTI.Economista e giornalista da sempre attento nei suoi studi ai rapporti tra etica, economia e società civile, ma soprattuttoSANSEVERESE DOC sebbene da tre decenni viva lontano dal “borgo natio” dove però, aggiunge subito, «almeno un paio di volte all’anno torno a nutrirmi delle mie radici», MAGGIO anche in questo suo nuovo libro punta il dito contro tutta una serie di degenerazionidi natura economico-finanziaria che mettono a dura prova la tenuta del tessuto sociale per via delle forti disuguaglianze che causano. Avendolo incontrato in città e conoscendo bene il suo costante ‘parlar chiaro’, anche sugli argomenti più scomodi, non ce lo siamo lasciato sfuggire e gli abbiamo fatto alcune domande suggeriteci dal suo ultimo saggio:

IL SOTTOTITOLO DEL LIBRO È MOLTO EVOCATIVO: COME CRESCERE SENZA UMILIARE LE PERSONE. E’ DAVVERO PERCORRIBILE UNA SIMILE OPZIONE?

Certo. A patto che non si creda si possa realizzare da un giorno all’altro. Bisogna intervenire su più fronti, a cominciare da quello culturale. Troppi economisti, infatti, negli ultimi anni hanno sostenuto un sacco di sciocchezze che nel libro elenco puntualmente ma che tuttavia hanno fatto breccia nel cosiddetto “estabilshment” dove poi si prendono le grandi decisioni. Come afferma il Nobel per l’economia PAUL KRUGMAN «gli unici veri problemi strutturali al benessere nel mondo sono le dottrine obsolete che annebbiano la mente degli uomini».

E OGGI A CHE PUNTO SIAMO?

Viviamo un’epoca di paradossi. La grande crisi partita dieci anni fa in Americae poi propagatasi nel mondo ha reso evidente a tutti il fallimento di certe teorie super liberiste, degli eccessi della finanza speculativa, della globalizzazione senza regole. Ci sarebbeenorme spazio per un pensiero economico che rimetta al centro l’uomo. Ma invece stenta a farsi largo.

COSA LO IMPEDISCE?

Il fatto che grazie a quelle teoriepur sbagliate sono stati costruiti formidabili centri di potere nelle banche, nelle università, in alcune associazioni di categoria, eccetera. E, va da sé, che si rinuncia difficilmente alle rendite di posizione di cui si gode. Meno male che avevano fatto i conti senza l’oste.

A CHI SI RIFERISCE?

Naturalmente aPAPA FRANCESCO. Mai nessuno aveva avuto il coraggio di pronunciare parole così forti e inequivocabili contro un certo tipo di «economia che uccide», come fa letteralmente nell’esortazione apostolica “EvangeliiGaudium”.

TRA L’ALTRO NELLA QUARTA DI COPERTINA LEI SCRIVE CHE DEVE PROPRIO A PAPA FRANCESCO L’IDEA DEL TITOLO…

Già, a un suo tweet di tre anni fa in cui scriveva «Quanto vorrei vedere tutti con un lavoro decente! E’una cosa essenziale per la dignità umana».

QUEL TIPO DI LAVORO CHE PURTROPPO MANCA DIFFUSAMENTE PROPRIO AL SUD E, NELLO SPECIFICO, ANCHE A SAN SEVERO…

Purtroppo è proprio così. Per questo non bisogna mai stancarsi di denunciare le ingiustizie e, nel contempo, incoraggiare le buone prassi. Le cose cambiano solo se ciascuno fa ogni giorno, con umiltà, la propria piccola o grande parte.

NOI DELLA ‘GAZZETTA’ NEL NOSTRO PICCOLO CI PROVIAMO!

Lo so. Ed è per questo che sono grato alla ‘GAZZETTA DI SAN SEVERO’ e a Lei Direttore per il continuo sprone alla nostra comunità a non ripiegare su se stessa. Da sanseverese DOCspero possa essere sempre così anche in futuro.

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