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GEMME DI STORIA PUGLIESE

di FELICE LAUDADIO

La Puglia è storia, è fatti, gente, fermenti culturali antichi e nuovi. È iniziative. È riscoperte. È una regione che vanta un nobile passato e può aspirare a un grande avvenire, tanto più se verrà assecondato lo sforzo di un «guerriero» che si batte nei campi di battaglia incruenti della cultura. È un combattente pacifico, disarmato, impugna solo dei fogli e all’occorrenza inforca un paio di occhiali. Non è una sola persona, ma un collettivo: il CENTRO CULTURALE INTERNAZIONALE «LUIGI EINAUDI» di San Severo, che dal 1990 promuove la diffusione del patrimonio culturale del territorio, su iniziativa di DOMENICO VASCIARELLI e ROSA NICOLETTA TOMASONE, i coniugi fondatori, due docenti. L’obiettivo è «attivare e formare energie culturali e sociali a sostegno delle tradizioni storiche, linguistiche, economiche, ambientali, della Città di San Severo, nel quadro delle istanze di civile progresso del Mezzogiorno». L’associazione, senza fini di lucro, si rivolge soprattutto ai giovani, per valorizzarne le capacità, svolge attività di natura socioculturale e sociale, promuove convegni e realizza pubblicazioni. Cura anche la rievocazione in costume rinascimentale, come il Corteo storico Carlo V. All’imperatore Asburgo e re di Spagna è dedicato il più recente contributo editoriale del Centro, un volume che rappresenta una summa dell’itinerario condotto nei ventisei anni di vita e di attività. «CARLO V e TIBERIO de LISOLIS – LETTERE INEDITE – SAN SEVERO 1521-1558, autori ROSA NICOLETTA TOMASONE  e FRANCESCO TOTARO  con i testi di ROSA MARIA DELLI QUADRI, CLAUDIA MOLLER RECONDO, FLORA SPADONE, DOMENICO VASCIARELLI, pubblicato dall’ editore Levante, BARI  2016.Riproduce l’epistolario – impreziosito da alcuni inediti – scambiato dallo storico Sindaco sanseverese con la corte tra il 1521 e il 1522. Per far conoscere in breve il de LISOLIS, basterà citare l’atto di riscatto della città (primo nel suo genere da parte del responsabile di un municipio), che era passata a FERRANTE de CAPUA, Duca di Termoli.Lo sforzo di valorizzare l’età rinascimentale in Capitanata è stato premiato in sede internazionale. È valso infatti al Centro «Einaudi» l’invito a partecipare all’itinerario culturale «Le vie europee dell’imperatore Carlo V», riconosciuto dal Consiglio d’Europa come motore di sviluppo dell’identità continentale. Ed è stata premiata la TOMASONE con l’incarico di Vicepresidente europea e coordinatrice per l’Italia della Rete di Cooperazione dell’Itinerario.Rievocare il Rinascimento a San Severo significa anche parlare di poesia e di musica. Sempre dalla collaborazione tra la professoressa, scrittrice e poetessa ROSA NICOLETTA TOMASONE, e il ricercatore storico FRANCESCO TOTARO, con il coordinamento di DOMENICO VASCIARELLI, è nato un altro volume, recentemente pubblicato da Levante Bari, «Magister Augustinus Resta de Sancto Severo, compositore e Maestro di Cappella». Nato a San Severo nel 1550, AGOSTINO RESTA era un monaco agostiniano che nel 1580 è stato responsabile musicale nella chiesa di San Marco, a Brera, nel centro di Milano (non a Venezia, quindi, come spesso accreditato per errore). Ha composto madrigali polifonici, a cinque-sei voci – il primo è dedicato a JACOPO SANNAZZARO, letterato napoletano del primo ’500 – e responsori della Settimana Santa. È morto forse nella città lombarda, dopo il 1604. Nella nota introduttiva, TOTARO sottolinea l’assenza di informazioni sul musicista sanseverese, indicate nella breve sezione biografica che apre il libro. Si passa poi ad esaminare le tre prefazioni a firma di frate AGOSTINO, prima di concludere con la sezione degli spartiti e dei testi, attentamente riletti e curati.

da PENTAGRAMMI

Novembre 2016

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