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GENNAIO 2022 – LA GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO ARRIVA ALLA SUA DECIMA EDIZIONE

Anche quest’anno festeggiata a gennaio la Giornata Nazionale del Dialetto, che giunge alla sua decima edizione. Nata nel 2013, istituita dall’UNPLI, Unione Nazionale delle Pro Loco, è diretta a ricordare il bene identitario, linguistico e letterario rappresentato dalle parlate locali.
Lingue proprie di ogni territorio e comunità, i dialetti ne esprimono il carattere e ne conservano la storia, ricchi di influenze linguistiche che testimoniamo gli incontri tra i popoli avvenuti nei secoli: un codice pieno di potenzialità, che passa dalla parlata quotidiana, al colore popolare dell’ironia, fino alla poesia e al teatro, con il dialetto artistico che si apre anche alla canzone e alla narrativa. Un codice familiare, pregno di emozioni perchè acquisito col vissuto e non con la didattica, e di per sè quindi codice poetico.
Un bene da tutelare e valorizzare, attraverso una sensibilizzazione mai compiuta, che deve rinnovarsi anno dopo anno, al fine di scrivere indelebile la forza dei dialetti.
Usato nei diversi linguaggi da autori locali ma anche da artisti nazionali ed internazionali come I De Filippo, Dario Fo, Totò, Fabrizio de Andrè, Pino Daniele, Matteo Salvatore, Toni Santagata, solo per citarne alcuni, il dialetto da vita a opere d’arte eterne, nel teatro, nella canzone, nella narrativa, nel cinema ed anche nella tv: pensiamo ad esempio all’uso del romano o del napoletano in tanti serie televisive di successo, come per esempio Rocco Schiavone, dai romanzi di Antonio Manzini, che vede protagonista Marco Giallini e tra i collaboratori l’attore sanseverese Gino Nardella: che non ha perso l’occasione per citare, accanto al romano del vicequestore, il sanseverese in diverse scene.
Si ricordi inoltre che l’Italia, da nord a sud, isole comprese, è particolarmente ricca di dialetti, lingue intime che cambiano da paese a paese, da frazione a frazione, ma anche da quartiere a quartiere molto spesso, fino a personalizzarsi nelle parlate familiari e in quelle individuali, generando così un patrimonio inestimabile di vocaboli, locuzioni, modi di dire, slang, slogan, proverbi, barzellette e ricette culinarie.
Detta lingua del peccato, per la trasgressione che costituiva il pronunciarla, diviene lingua di latte con Ugo Foscolosermo familiaris: proprio di una conversazione colta.
Insieme ai già citati autori nazionali ci piace ricordare quelli locali come i Maestri Ciro Pistillo e Attilio Littera, autori di opere fondamentali del dialetto sanseverese e padri del dialetto, Maria Antonietta Avezzano per il teatro, Mauro Valente per i cortometraggi ed il teatro, Michele Pistillo per le filastrocche. Tra le opere musicali la raccolta de Il Canzoniere di San Severo. Per la narrativa da menzionare i racconti in dialetto del M° Michele Monaco: Tre fiabe dialettali del nostro Paese.
Un bene comune, il dialetto, da non dimenticare per non dimenticare sè stessi.
Nazario Tartaglione

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