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Geografia giudiziaria in Capitanata: depositata interrogazione parlamentare dall’On. Nunzio Angiola di Azione, il partito di Carlo Calenda

Angiola (Azione, con Carlo Calenda): depositata interrogazione parlamentare per sollecitare riapertura discussione sulla geografia giudiziaria in Capitanata

La soppressione di tutti i «tribunali minori», per tali intendendosi tribunali e le sedi distaccate non aventi sede nei comuni capoluoghi di provincia (con alcune eccezioni dettate da varie esigenze), è stata prevista dal decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, le cui disposizioni sono entrate in vigore dodici mesi dopo.

La riforma, entrata in vigore nel 2013, ha cancellato dall’attuale territorio del circondario di Foggia ben sette sedi di uffici giudiziari, con conseguenze nefaste sui procedimenti pendenti davanti al tribunale di Foggia in composizione monocratica, i quali hanno visto un incremento dell’80 per cento.

Sul tema è intervenuto nuovamente l’On. Nunzio Angiola di Azione, il partito dell’ex Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Angiola, che nei giorni scorsi a seguito dei fatti criminali verificatisi a San Severo, era intervenuto in aula a Montecitorio “sull’ordine dei lavori”, chiedendo ai ministri Cartabia e Lamorgese di riferire in Parlamento su cosa intendessero fare per contrastare tale recrudescenza di fatti criminali, venerdì scorso ha presentato una interrogazione parlamentare.

Ecco alcune affermazioni dell’On. Nunzio Angiola di Azione, il partito di Carlo Calenda.

“Venerdì scorso ho depositato una interrogazione parlamentare – ha precisato Angiola – affinché il Governo riapra la discussione sulla geografia giudiziaria. Il circondario del tribunale di Foggia si estende per circa 7.400 chilometri quadrati ed è molto più esteso rispetto ad altri territori i quali, però, vantano la presenza di un numero superiore di tribunali. Il bacino di utenza è di circa 700 mila abitanti divisi in 64 comuni. Inoltre, la conformazione geografica del circondario, unita all’inadeguatezza dei sistemi di trasporto pubblico, rendono estremamente difficile e oneroso godere del diritto all’accesso alla giustizia soprattutto per i residenti nei comuni più distanti da Foggia”.

“E tutto ciò – ha aggiunto Angiola – senza contare la difficile situazione socio-economica della popolazione e la presenza di una criminalità composita e violenta, nonché l’illegalità diffusa dalle numerose organizzazioni criminali operanti nella zona, peraltro già approfonditamente evidenziate dal Consiglio superiore della magistratura con la «Risoluzione in materia di analisi del fenomeno mafioso e criticità per l’amministrazione della giustizia negli uffici giudiziari operanti nella provincia di Foggia nel settore della criminalità organizzata» adottata con delibera della sesta commissione in data 18 ottobre 2017”,

Secondo Angiola, “la riforma di cui in premessa, entrata in vigore nel 2013, ha prodotto conseguenze nefaste sui procedimenti pendenti davanti al tribunale di Foggia in composizione monocratica, i quali hanno visto un incremento dell’80 per cento. Con l’intero carico dei dibattimenti penali monocratici accentrato presso il tribunale di Foggia, non si dispone nemmeno più di un numero sufficiente di organico o di aule di udienza, da cui conseguono l’incremento delle pendenze, l’inefficienza del sistema giustizia e la crescente disaffezione dei cittadini”.

Pertanto, ha concluso il parlamentare foggiano, “visto che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha stanziato oltre 2,3 miliardi di euro per l’innovazione organizzativa del sistema giudiziario, ho interrogato la ministra Cartabia, per chiedere se fosse a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali fossero le iniziative che intendesse adottare per combattere le inefficienze create dalla riforma della geografia giudiziaria e la preoccupante diffusione di illegalità che vede protagonista, in particolare, il territorio foggiano. Ho anche chiesto se la ministra stia valutando, in tal senso, di ripristinare – anche attraverso gli oltre 2 miliardi di euro previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) in materia – alcune delle sedi periferiche cancellate nel 2013, con un parallelo adeguamento delle piante organiche sia dei magistrati che del personale amministrativo, anche al fine di rispettare gli obiettivi contenuti nel Pnrr nell’ambito della giustizia”.

LINK ALLA INTERROGAZIONE DEPOSITATA

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3-02424&ramo=C&leg=18

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