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Gestione delle Risorse Umane, cosa fa l’HR manager

L’HR Manager (Human Resources Manager), ossia il Responsabile delle risorse umane, rispetto al passato, ha assunto un ruolo di grande rilievo all’interno delle aziende. Ad oggi, risulta essere una delle figure professionali più richieste negli ultimi anni, inserita nella lista dei 50 Best Jobs in America del 2018.

Tuttavia, questo ruolo ha subito nel tempo una vera e propria trasformazione. In origine, svolgeva solo alcune delle mansioni che attualmente gli fanno capo, ed il resto era demandato al settore finance. Inoltre, non si parlava di HR Manager, ma di gestione del personale.

Attualmente, questa figura professionale ha assunto il completo controllo del comparto “dipendenti” ed è preposto alla formazione, gestione, valutazione, collocazione e guida dell’intero personale dipendente, riportando all’HR Director o direttamente al management aziendale.

Formazione

Per poter lavorare come HR Manager è necessario aver conseguito almeno una laurea triennale, tuttavia alcuni datori di lavoro sono più propensi ad accettare candidature che presentano il conseguimento di una laurea magistrale. Ma quali facoltà frequentare? Ovviamente non qualsiasi laurea ma un titolo di studio afferente ai temi relativi alla gestione delle risorse umane, della business administration o settori di studio affini.

Proprio perché il dipendente è un vero e proprio capitale umano per l’azienda, e ne rappresenta una risorsa preziosa, è necessario che l’HR Manager abbia competenze e conoscenze che gli consentano di poter operare in maniera adeguata nella gestione delle risorse umane. Per questa ragione tra le varie opportunità di formazione, una delle facoltà più richieste è il corso di laurea in psicologia.

Di base, tuttavia, possono accedere alla professione tutti coloro che abbiano conseguito una laurea umanistica o in economia. Ma non basta. Al titolo di studio accademico, da conseguire in atenei tradizionali o in università telematiche riconosciute come Unicusano, va affiancata una costante formazione e un aggiornamento, stage o tirocini, e bisogna soprattutto possedere competenze trasversali come leadership, capacità di comunicazione o negoziazione. Da non dimenticare è la certificazione linguistica. Difatti, le aziende che spesso si avvalgono di questa figura, operano anche a livello europeo o internazionale.

Ma cosa fa l’HR Manager?

Prima di tutto si occupa di ricerca del personale, il cosiddetto recruiting.  Questa mansione è figlia di un processo intenso di studio e confronto con i vertici dell’impresa, al fine di comprendere il reale fabbisogno di nuovo personale. Procede, dunque, alla redazione e pubblicazione delle offerte di lavoro, seleziona i CV e svolge i colloqui di lavoro.

Dopo la selezione, altro compito dell’HR Manager è la negoziazione dei termini contrattuali in fase di assunzione. In sostanza, deve trovare il giusto bilanciamento tra un trattamento economico soddisfacente per il dipendente e il budget aziendale che non deve essere superato.

Procede alla gestione delle risorse umane. Questo aspetto viene svolto in sincronia con l’amministrazione del personale attraverso l’uso di software specializzati. Così facendo il responsabile delle risorse potrà monitorare l’avanzamento di carriera e le politiche di compensation (aumenti di stipendio, inquadramento, bonus, benefits…), le procedure di dimissioni e licenziamento. Inoltre, è la figura preposta alle relazioni sindacali.

Elabora un piano di monitoraggio del personale dipendente. Ed, inoltre, è preposto alla definizione e mantenimento del team building al fine di garantire, all’interno dell’azienda, che il dipendente vi resti per un tempo lungo.

Assodato che l’HR Manager sia una figura trasversale all’interno di una società, gli ambiti di ricerca del lavoro possono riguardare sia le aziende pubbliche che private. Inoltre, a seconda della dimensione, cambiano o si modificano le mansioni affidategli.

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