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Gianluca Basile, dalla Puglia alle Olimpiadi

Il basket italiano degli ultimi trent’anni ha visto una serie di grandissimi campioni, molti dei quali sono stati protagonisti di grandi imprese non solamente con le loro squadre, ma anche con la nazionale azzurra. Uno di questi è sicuramente Gianluca Basile, nato nel 1975 a Ruvo di Puglia e in grado di farsi notare come uno dei più grandi giocatori di basket italiani del nuovo millennio. Cresciuto nel competitivo ambito del basket regionale, a neanche diciotto anni la guardia tiratrice di Ruvo di Puglia si trasferì in Emilia per potersi allenare alla Reggiana e provare così a diventare un cestista professionista a tutti gli effetti. Da quel momento in poi la sua carriera avrebbe preso il volo.

L’exploit a Bologna

Dopo quattro anni a Reggio Emilia, dove tra allenamenti devastanti e miglioramenti obbligati dei fondamentali riuscì a farsi notare, il Baso, come lo chiamano gli amici, approdò nel gennaio del 1999 alla Fortitudo Bologna, storica compagine felsinea nella quale il pugliese avrebbe vissuto degli anni gloriosi. Basile avrebbe iniziato a stupire fin da subito per la sua abilità innata al tiro. Come guardia il nativo di Ruvo ha sempre avuto pochi rivali soprattutto per la sua capacità di vedere e trovare il canestro dalla lunga distanza in ogni occasione. In quel momento il basket nazionale veniva da un gran trionfo agli europei del 1999, con il giovane pugliese che si sarebbe fatto notare proprio come uno dei partecipanti alla vittoriosa spedizione azzurra, per poi vincere subito dopo il titolo di campione d’Italia nella prima annata all’allora Team System Bologna e in seguito ripetersi nella stagione 2004-05. Va ricordato, tuttavia, che la sua miglior performance annuale di sempre resterà quella della stagione 2002-03, quando mise a referto ben 622 punti in totale e si concesse il lusso di dare ben 105 assist, arte nella quale oggi eccelle il nordamericano James Harden degli Houston Rockets, ora tra le grandi outsider nella conquista dell’anello NBA 2019 – 20 secondo le principali scommesse sul basket di Betway con una quota di 12 il 4 settembre. Tuttavia, per il Baso le grandi emozioni arrivarono con la nazionale.

I trionfi in azzurro

Dopo l’Euro 1999, nel quale però non era un elemento indiscutibile tra i titolari, il cestista pugliese iniziò ad essere essenziale in azzurro per le sue qualità da trascinatore nei momenti più difficili, e soprattutto, per i suoi famosi ‘tiri ignoranti’, così chiamati proprio da lui. Si trattava di tiri da lontano, generalmente oltre la linea dei tre punti, provati in maniera approssimativa e senza un campo visivo sufficiente, un’arte nella quale Basile divenne maestro e che lo rese celebre soprattutto con la maglia azzurra. Indimenticabili furono, infatti, le sue grandi prestazioni in azzurro prima all’europeo del 2003, quando l’Italia conquistò il bronzo, e soprattutto alle Olimpiadi di Atene 2004, competizione nella quale gli azzurri arrivarono al secondo posto. E fu proprio durante il grande torneo di Grecia che la guardia della Fortitudo lasciò il suo miglior ricordo di sempre, realizzando una partita sontuosa in semifinale contro la Lituania nella quale mise a referto ben 31 punti grazie ai quali la squadra allenata da Carlo Recalcati si impose con uno storico 100 a 91 contro una compagine molto più quotata. Nella primavera di quello stesso anno le sue grandi prestazioni avevano portato la Fortitudo alla finale di Eurolega griffata dalla marca Adidas, ma il suo talento non fu sufficiente per avere la meglio di un devastante Maccabi Tel Aviv, che si impose nell’ultimo match con un netto 118 a 74.

L’Eurolega in blaugrana

Nell’estate del 2005 la guardia pugliese decise di mettersi in gioco per accettare l’offerta del Barcellona, squadra nella quale si sarebbe subito inserito nel migliore dei modi sia dal punto di vista del gioco sia come elemento cardine dello spogliatoio. Con i catalani il Baso non avrebbe ripetuto le stesse percentuali vincenti di tiro di Bologna ma avrebbe conquistato due campionati spagnoli, due coppe nazionali e, soprattutto, si sarebbe finalmente coronato campione d’Europa vincendo l’Eurolega nella stagione 2009-10 in finale contro l’Olympiakos per 86 a 68. Il trionfo continentale sarebbe stato la ciliegina sulla torta di un atleta straordinario, partito imberbe dalla Puglia per diventare un grandissimo del basket in Italia e anche in Europa.

Dotato di un grande talento ma anche di una dedizione al lavoro più unica che rara, il Baso ha rappresentato un pezzo importante del moderno basket italiano. Partendo dalla Puglia per arrivare in cima all’Europa, il nativo di Ruvo è oggi un esempio per chi vuole sfondare in questo sport.

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