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GIANNI ALTRUI: “MAGGIORANZA CAMBI STILE E METODO…MINORANZA SIA PIU’ COMBATTIVA”

L’OPINIONE COMUNE di DESIO CRISTALLI

ABBIAMO CHIESTO A GIANNI ALTRUI(nella foto), GIÀ ASSESSORE, CONSIGLIERE COMUNALE E SEGRETARIO DEL P.C.I. DELLA NOSTRA CITTÀ, DI RISPONDERE, PER UN’INTERVISTA FLASH, A UN’UNICA DOMANDA PER UNA ‘FULMINANTE’ OPINIONE SULL’ATTUALE MOMENTO POLITICO-AMMINISTRATIVO LOCALE, GIUDICANDO MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE. ECCO COSA CI HA RISPOSTO:

“In questi due anni la coalizione BENE COMUNEsta mostrando contraddizioni e limiti che rischiano di trasformarequel che,con grande creatività, in una recente iniziativa è stato definito MOSAICO DEL PAESAGGIO in unLABIRINTO DEL PAESAGGIO. Ma al di là del sarcasmo, davvero il paesaggio rischia di oscurarsi: quella vittoria fu conseguita, certo, anche per errori e chiusure del PD (che da partito di maggioranza relativa è oggi rappresentato da un gruppo consiliare che ancora non definisce la propria collocazione),ma quella vittoria fu principalmente il risultato di una forte richiesta di cambiamento, non solo generazionale -che c’è stato – ma di un CAMBIAMENTO DI STILE E DI METODO che stenta a manifestarsi.L’altro aspetto del paesaggio post elettorale è il travaso di voti dai partiti tradizionali a liste civiche locali San (Severo Democratica, La svolta per San Severo) o personali (Lista Lallo, Lista Bocola). Questo rende, a mio giudizio, il quadro più mutevole; non saràun caso chegli unici Gruppi che mantengono  la loro coesione siano quelli che fanno riferimento a formazioni di ambito più vasto (Popolari per l’Italia, Centro Democratico). Ma anche questi riassestamenti possono rappresentare una risorsa se accompagnati dauna dialettica e da un confronto negli organi elettivi. Quel che voglio rimarcare è che in questa fase della vita politica contrassegnata dalla crisi dei partiti occorre restituire vitalità agli organi elettivi e quindi al Consiglio Comunale. Invece assistiamo alla inesorabile MARGINALIZZAZIONE DEI PARTITI ed allaPROLIFERAZIONE DEI LEADERS.  Riportare il confronto negli organi elettivi è l’unico modo per contrastare l’ASTENSIONISMO che rischia di assumere i caratteri di un vero e proprio restringimento della sovranità popolare. Infine dagli anni ‘70 ad oggi la condizione dei Comuni è cambiata:in quegli anni si rivendicava il decentramento, il federalismo, i Comuni erano interlocutori del Governo, la sinistra aveva dato vita, pur partecipando all’ANCI, alla Lega per i poteri e le autonomie locali, invece, dalla fine degli anni ’90 ad oggi,nei fatti, è avvenuto un accentramento di poteri che mette in discussione la stessa attuazione degli Istituti regionali (si parla infatti di MACRO REGIONI). Insommail raggiungimento degli obiettivi di programma è affidato quasi esclusivamenteal finanziamento dai fondi regionali o europei.Le risorse del bilancio comunale coprono a stento i servizi indispensabili e il funzionamento della macchina comunale. Se questa è la condizione in cui si dibattono il nostro e gli altri Comuni,bisogna perseguirele priorità che sono già indicate nel documento di programmazione ma non ancora tradotte in progetti di fattibilità.Bene ha fatto questo giornale a pubblicare stralci del DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE 2016-2018; si tratta di uno scenario ambizioso in cui ognuno degli obiettivi strategici e delle linee di mandato meriterebbe un forum, allargando le commissioni consiliari alla partecipazione degli operatori privati, delle competenze professionali presenti anche fuori del nostro territorio, senza il ritualemanifesto per gli eventi, preparando un lavoro silenzioso  di ricerca e poi di elaborazione e sintesi da proporre al Consiglio Comunale.Nell’immediato, senza rinunciare a voli di progettualità, concentriamo però ogni sforzosull’ORDINARIA AMMINISTRAZIONE e sul FUNZIONAMENTO DELLA MACCHINA COMUNALE. Non servono annunci, occorre nei fatti far sentire il Comune dalla parte dei cittadini.Un discorso a parte va fatto per le IPAB e gli ENTI MINORI, che vanno restituiti alle funzioni e ai compiti originari e alla loro autonomia. Insomma vengano pure le nomine, ma accompagnate da un’azionedi rilancio di questi Enti. Per l’ente morale ‘Di Sangro’, stento a capire  le ragioni alla base della nomina dei nuovi componenti, azzerando  un’esperienza che è stato  un laboratorio da cui potevano scaturire funzioni e compiti nuovi in grado di salvaguardare e rendere produttivo quel che resta del patrimonio originario.LA TENDENZA SI PUÒ ANCORA INVERTIRE, MA QUESTO NON DIPENDE SOLO DALLA MAGGIORANZA, DIPENDE IN GRAN PARTE DALLA CAPACITÀ DELLA MINORANZA DI FARE PROPOSTE, APRENDO LA DISCUSSIONE E IL CONFRONTO PUBBLICO. QUESTA COMBATTIVITÀ DELLA MINORANZA NON SI PERCEPISCE. TUTTI IN ATTESA DEL PROSSIMO TRENO E DEL PROPRIO RICOLLOCAMENTO”.

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