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Gianni Ricci (Uil): “Importante il dialogo sulle pensioni ma restano criticità”

Il segretario generale Uil Foggia sulla riforma pensioni

“Il dialogo che si è aperto tra governo e sindacati è positivo. Sono stati fatti passi avanti importanti ma restano molti punti da chiarire. In particolare gli aspetti legati ai pensionamenti precoci e all’Ape (Anticipo pensionistico)”. Questo il giudizio del segretario generale della Uil Foggia sul nuovo confronto in materia tra esecutivo e parti sociali.

“Siamo partiti da una situazione di “muro contro muro”. Grazie al pressing dei sindacati, siamo riusciti ad aprire un confronto col Governo e a raggiungere  una preziosa convergenza su ricongiunzione onerosa – che non dovrebbe più avere costi per i lavoratori – , sull’allargamento della platea dei lavoratori usuranti, sull’introduzione della quattordicesima mensilità per le pensioni fino a 2 volte il minimo e sull’estensione della “no tax area” per tutti i pensionati”, precisa il segretario generale UIL Foggia che poi si sofferma sulle zone d’ombra: “Sulla questione  precoci pensiamo che 41 anni di contribuzione debbano essere sufficienti per andare in pensione. E su questo aspetto il confronto è aperto. Così come va chiarita  la struttura della cosiddetta “Ape”, il prestito pensionistico studiato per l’anticipo pensionistico, in particolare dell’Ape social, che dovrebbe riguardare i lavoratori disoccupati di lungo corso e alcune tipologie di lavori particolarmente  faticosi e usuranti. Abbiamo chiesto al Governo di intervenire coprendo totalmente la rata del rimborso”.

Proprio sull’Ape, Ricci rimarca come sia “ancora da mettere a punto il range dell’assegno pensionistico entro cui è possibile avere accesso all’Ape agevolato. I sindacati ritengono debba riguardare pensioni con un lordo almeno fino a 1600 euro mensili, poiché questo consentirebbe di coinvolgere una platea più ampia di lavoratori”.

“In Capitanata sono circa 160mila i pensionati. Oltre la metà riceve pensioni minime, inferiori a 500 euro mensili. Sono oltre trentamila le prestazioni riconosciute agli invalidi civili per un importo medio mensile di quasi 400 euro ciascuno. Si tratta di una fetta di popolazione cospicua che svolge uno strategico ruolo di cerniera sociale “attenuando” l’impatto della crisi. Per questo è importante attuare una buona riforma delle pensioni, anche attraverso misure come il “pensionamento dolce” e gli aumenti delle pensioni minime. Il nostro impegno e la nostra attenzione sotto questo profilo sono massimi. L’obiettivo resta quello di lavorare insieme per raggiungere un’intesa complessiva”,

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