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Giornata della Memoria: all’ITES “Angelo Fraccacreta” la storia si fa esperienza di vita

Il 27 gennaio scorso, in occasione della Giornata della Memoria, gli studenti dell’ITES “Angelo Fraccacreta” diretto dalla Dirigente Scolastica M.S. Colangelo hanno partecipato ad un’assemblea d’istituto che è stata non solo un momento di profonda riflessione sulla Shoah, una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità, ma anche un’importante occasione di conoscenza e approfondimento di una pagina meno nota della storia italiana, quella degli Internati Militari Italiani.

L’iniziativa, promossa dai rappresentanti d’Istituto Angela Cicala, Attilio Galullo, Melissa Gervasio e Samuele Giustizia, ha posto al centro dell’incontro la vicenda dei circa 650.000 soldati italiani catturati dai nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Militari che, rifiutando di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica Sociale Italiana, furono deportati nei lager tedeschi, dove molti persero la vita a causa dei lavori forzati, della fame e delle torture.

L’assemblea si è aperta in un’atmosfera intensa e raccolta grazie alle note della colonna sonora del film “La vita è bella”, eseguite alla pianola dalla studentessa Greta Giuzio della classe V B SIA. La musica ha accompagnato la lettura, da parte delle studentesse Giulia Cinefra, Francesca Cirelli e Alicya Minischetti, della poesia che apre il famoso libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”, un potente monito a non dimenticare gli orrori dei lager.

Momento centrale dell’incontro è stata la testimonianza della prof.ssa Marina Villani, docente dell’istituto, che ha condiviso con gli studenti la storia personale dei suoi due zii, Paolo e Vincenzo Villani, giovani militari italiani deportati dopo aver rifiutato l’adesione alla Repubblica Sociale Italiana. Una scelta di coraggio e di coerenza morale che costò loro la prigionia nei campi di concentramento nazisti.

Come ricordato durante l’assemblea, questi soldati non furono riconosciuti come prigionieri di guerra, ma classificati come “internati militari”, una definizione che consentì ai nazisti di negare loro l’assistenza della Croce Rossa Internazionale, aggravandone ulteriormente le condizioni di vita.

La storia di Paolo e Vincenzo Villani ha commosso gli studenti presenti, che hanno potuto percepire non solo le sofferenze patite dai militari italiani, ma soprattutto la forza morale di chi scelse la prigionia, e spesso la morte, piuttosto che la complicità con una dittatura.

Il silenzio attento e partecipe della platea è continuato durante la visione del videoclip della poesia, “Portami a casa”, messa in musica e cantata da Nazario Tartaglione, il cui testo, della prof.ssa Villani, riassume le vicende degli zii.

L’attenzione degli studenti ha dimostrato quanto i giovani siano desiderosi di una storia che non sia soltanto nozione, ma esperienza viva. Spesso la storia locale rimane ai margini dei manuali scolastici, concentrati sui grandi eventi nazionali e internazionali; eppure la storia è fatta di persone, di uomini e donne con nomi e cognomi che rendono concreti e vicini i grandi avvenimenti, trasformandoli in patrimonio culturale della comunità.

L’assemblea del 27 gennaio ha confermato come la storia locale sia parte integrante di quella nazionale e come i giovani sappiano dimostrare interesse e partecipazione quando vengono coinvolti e motivati, riscoprendo nel passato le radici della Repubblica e dei valori di libertà e democrazia su cui essa si fonda.

Attilio Giuseppe Galullo

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