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Giuseppe Saldutto fotografo del settimanale “Di Più” premiato a Salerno nel Premio artistico e letterario dedicato a padre Pio da Pietrelcina.

Concorso nazionale letterario-artistico “Padre Pio, il Santo del nostro tempo”

A cura di Monica Sales

Salerno, 3 giugno 2026. Una domenica emozionante per Giuseppe Saldutto, nato a Foggia in via Arpi, il 3 marzo del 1971. Doveva morire insieme alla sua mamma durante il parto: padre Pio ci mette una mano e cambia la storia. Negli anni ’80 del secolo scorso entra nel seminario di Pietrelcina, voluto dal Santo e di lì si innamora di padre Pio da Pietrelcina…studia, raccoglie testimonianze e fotografa ha solo 12 anni e conosce tutti quelli che erano vicini a padre Pio diventando il loro piccolo amico. Negli anni ’90, lavora con “Gente e Gente Mese” diretti dai famosi direttori Sandro Mayer e Osvaldo Orlandini autori di un libro di padre Pio che ha riscosso un grande successo. Con la sua macchina fotografica Saldutto racconta la vita di padre Pio, ragione per cui la giornalista Rita Occidente Lupo, (figlia spirituale del Santo che conobbe di persona), presidente del prestigioso “Premio padre Pio”,

nell’evento, organizzato dal quotidiano dentroSalerno.it, con l’Associazione Dentro la Comunità APS e Dentro la Notizia, ormai arrivato alla XI edizione con centinaia di partecipanti, il 31 maggio scorso ha chiesto al suo collega Saldutto, prima della consegna del premio, di introdurre la serata parlando subito dopo la sua collega, raccontando il miracolo ottenuto da padre Pio Saldutto affermando, che l’anno scorso stava morendo durante un incendio divampato sulle montagne tra San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo, se non fosse stato che all’invocazione “aiuto padre Pio” è intervenuto salvando la vita al fotografo che aveva già respirato il fumo penetrato all’interno dell’automobile aveva visto la morte in faccia dichiarando alla stampa “è stato terribile, il momento più brutto e drammatico della mia vita…Saldutto ha continuato a parlare del miracolo del vetro avvenuto a San Giovanni Rotondo testimoni diverse suore. Ma alla fine si è voluto soffermare sul tema “padre Pio è vivo”, raccontando che il Frate è ancora incastrato per suo volere, tra la dimensione umana e terrena e quella spirituale, non è entrato in Paradiso è ancora in mezzo agli esseri umani, interferendo nella dinamica spazio tempo dell’essere umano, infatti lui disse “dirò al Signore di rimanere alle soglie del Paradiso, finchè ogni suo figlio spirituale non vi darà entrato…” Non è una richiesta a Dio, ma potrebbe sembrare un ordine, perché lui e Gesù sono la stessa persona e Dio non può negare il bene a suo figlio. Poi il fotografo ha parlato del miracolo del vetro avvenuto nel 1993, che si è ricomposto dopo essere stato rotto. Concludendo  raccontando del chierichetto del Cappuccino Santo: Nicola Palladino che con le sue preghiere a padre Pio sta ricevendo tantissime grazie e miracoli…per le persone per cui prega incessantemente, tanto da vedere in casa sua padre Pio apparire dal vivo. Alla presenza di numerosi autorità civili locali e nazionali, Giuseppe Saldutto ha ricevuto l’attestato di stima, nel Premio nella sezione fotografia, “Premio d’onore”, che Saldutto dedica a suo nonno materno scomparso nel 1972 all’età di 62 anni, lui stesso aveva programmato il matrimonio di mia madre, donna religiosa, passando per il Santuario dell’Incoronata di Foggia per il rito religioso, per concludere a San Giovanni Rotondo sulla tomba di padre Pio con un mazzo di gladioli…Saldutto che è anche vice presidente dell’Associazione Pro padre Pio l’Uomo della Sofferenza di Torino a margine della premiazione ha raccontato: “Mio nonno Michele Giagnorio, era operativo nel reparto della DIGOS della Polizia di Stato. Quel giorno, il 5 agosto 1959, che la Madonna di Fatima pellegrina giunse a San Giovanni Rotondo per fare il miracolo al Santo, mio nonno era operativo ed era in borghese a fianco a padre Pio. Mio nonno Michele aveva vissuto la guerra tra Roma e Napoli, aveva avuto il miracolo da padre Pio vedendo la sua vita salva e quella di tutta la sua squadra fu totalmente sterminata. Aveva ricevuto in occasione della nascita della sua prima figlia una licenza speciale per tornare a Foggia qualche giorno e questo motivo gli salvò la vita permettendo oggi a me di esistere…e raccontare questo grande miracolo di padre Pio…Nonno Michele era un militare che viveva quel tormentato periodo bellico con l’incertezza, ma con la professionalità di un tiratore scelto, come agente speciale di grande intelligenza, che fu per un giorno guardia del corpo di padre Pio. A lui dedico questo premio, che condivido pubblicamente con tutta la redazione del settimanale”Di Più” (che da sempre ogni settimana offre ai suoi lettori anche una rubrica fissa su Padre Pio ndr) con cui lavoro fin dalla sua fondazione. Ringrazio Elettra Solero e il direttore del settimanale “Di Più” Osvaldo Orlandini, che mi continuano a dare fiducia, fin da quando ero un giovanotto appassionato di padre Pio e di giornalismo…Grazie agli amici Francesco Cordella e Gianni Ruggio conosciuti di persona nel 2012 a San Giovanni Rotondo; a Roberta Pasero e Mimmo Pacifici conosciuto nella redazione romana anni fa quando ero in transito nella capitale per fotografare il famoso regista cinematografico francese Jean-Marie Benjamin, figlio spirituale del nostro Santo che conobbe di persona. Alla cara Rita Occidente Lupo che mi ha dato la possibilità di ricevere un “premio d’onore…nella sezione fotografia” dedicato a padre Pio, dico GRAZIE assai….Per me è un dono gradito e prezioso per arricchire e adornare la mia vita spirituale e professionale. Grazie a tutti quelli che vogliono bene a padre Pio da Pietrelcina. Pace e bene: a tutti i lettori e a chi ama padre Pio”.

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