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GLI AMICI “GENIALI” GIUNTI A SAN SEVERO

diMICHELE MONACO

Lo psichiatra MASSIMO RECALCATI sostiene che vi sono delle persone che messe alla prova nel governare situazioni difficili si comportino comeil giovane TELEMACO incapace di fronteggiare i Proci e che si affida alla figura salvifica del padreULISSE.TELEMACO– non essendo in grado di prendere decisioni autonome – simboleggia il dramma di chi aspetta che dal mare tornino le vele gloriose della flotta invincibile del padre per mettere ordine e legalità in un’isola dove si sono insediati dei fuorilegge sfrontati e arroganti.Ora, non vorrei urtare la suscettibilità di chi ci legge con un fantasioso o realistico (fate voi) ragionamento, ma credo che San Severo(la nostra amata e tormentata cittàdel vino, dell’olio e dei fuochi…artificiali) fondata -secondo una suggestiva leggenda- dal greco DIOMEDE,SIA COME ITACA. Se il paragone vi sembra non pertinente con la nostra realtà cittadina, me ne scuso sin d’ora.Ma se trovate delle affinità con la “petrosa Itaca” e con i suoi omerici personaggi,allora occorre prendere atto che non ci troviamo di fronte ad un VIRGILIO (di minnitiana memoria) ma di fronte ad un TELEMACOdei giorni nostri. Uno che sin dal primo momento ha sperato nella presenza SALVIFICA di un candidato-Governatore il quale- dopo essersi esibito alla Festa Patronale edopo la“geniale” propostadel “dono”del casco agli adolescenti sorpresi a capo scoperto sul motorino, si è eclissato al punto tale che pur avendo la delega alla Sanità non era presente al recente Consiglio Comunale di San Severo dove occorreva capire che fine farà il nostro Ospedale. Ma TELEMACO non si è dato per vinto. Visto che il re della PEUCEZIA lo ha trascurato- oltre che sulla Sanità- anche sulla questione della sicurezzaurbana e della lotta alla criminalità, allora siè rivolto ad un altro “geniale” amicoperchè venisse a scacciare i Proci. Ha lasciato il primo amore e si è innamorato politicamente di un Ministro della Repubblica al quale non poteva subito offrire un assessorato ma in compenso gli ha consegnato(con gesto monocratico,irrituale e teatrale) le chiavi della Città. Ha voluto sancire così, “teatralmente”, la cacciata dei Proci con la presenza di un ULISSE che riportava ordine e sicurezza ad Itaca-San Severo. Ma non è passato che qualche settimana e ancora una volta le nostre strade si sono bagnate di sangue. Ancora una volta i telegiornali di tutte le reti televisive hanno aperto le loro edizioni per dire che da noi non si spara solo con i petardi, ma anche con fucili e mitragliette. Sulla sicurezza e sulla presenza criminale OCCORRE tenere “la guardia alta”, il profilo istituzionale sobrio e avere fiducia nelle Forze dell’Ordine.SOPRATTUTTO, dobbiamo cavarcela da soli, fidando nelle risorse umane e politiche del nostro territorio. Di “AMICI GENIALI” da elogiare e sostenere per altri scopi e per i destini politico-personali di qualcuno,NON SAPPIAMO CHE FARCENE!

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