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GLI INSEGNANTI NON SI FERMANO

di MICHELE MONACO

L’emergenza del “coronavirus” ha fermato le lezioni a scuola ma gli insegnanti non si sono fermati. La didattica adesso si prova a farla “on-line”. In questi difficili giorni, web e social network sono diventati potenti mezzi di comunicazione utili tra insegnanti, famiglie e studenti. C’è chi si è organizzato con piattaforme in streaming, chi usa YouTube, chi manda i compiti ai genitori degli alunni attraverso i gruppi presenti su Whatsapp. Si tratta di strumenti e metodologie che si stanno sperimentando per costruire una didattica digitale funzionale ai programmi di quasi tutte le materie e renderle fruibili ai ragazzi. Gli insegnanti sostengono che l’esperienza che stanno vivendo possa contribuire a dare alla scuola una nuova frontiera verso l’innovazione che rimarrà anche dopo l’emergenza. Alcuni sostengono che sarebbero serviti altri 10 anni per abituare lentamente insegnanti, alunni e famiglie ad utilizzare la TELEDIDATTICA. Questa emergenza ha accorciato i tempi. Ovviamente, avremmo volentieri aspettato anche dieci anni! Al di là di queste considerazioni vorrei che fosse chiaro un concetto: ogni genitore deve sapere che comunque sia un insegnante in carne e ossa, per il proprio figlio, è sempre meglio di una lezione a distanza. In questi giorni mi è stato chiesto cosa avrei cercato di inviare – per via telematica – a dei ragazzi della scuola primaria per sdrammatizzare l’incombente sentimento naturale di paura legato all’emergenza del coronavirus. Ecco: mi è venuto in mente di proporre (perché la imparassero a memoria) una celebre filastrocca di GIANNI RODARI intitolata “IL DITTATORE” RODARI scrive: “UN PUNTO PICCOLETTO, SUPERBIOSO E IRACONDO, “DOPO DI ME” GRIDAVA “VERRÀ LA FINE DEL MONDO!”. LE PAROLE PROTESTARONO: “MA CHE GRILLI HA PEL CAPO? SI CREDE UN PUNTO E BASTA, E NON È CHE UN PUNTO-E-A-CAPO”.  TUTTO SOLO A MEZZA PAGINA LO PIANTARONO IN ASSO E IL MONDO CONTINUÒ UNA RIGA PIÙ IN BASSO”. Avrei dato ai ragazzi il seguente motivo di riflessione: “SE PARAGONIAMO QUESTO TERRIBILE VIRUS AL DITTATORE DI RODARI, SE LO RIDUCIAMO AD UN PUNTO CHE SI CREDE DI ESSERE LA FINE DEL MONDO E SE NON ABBIAMO PAURA DI LUI E LO LASCIAMO SOLO IN MEZZO ALLA PAGINA, ALLORA LO AVREMO SCONFITTO E IL MONDO POTRÀ CONTINUARE AD ANDARE AVANTI”. Questo compito avrei dato per sdrammatizzare questi momenti inquietanti e poi avrei inviato ai ragazzi questa esortazione secca, decisa, quasi minacciosa: MI RACCOMANDO, RESTATE A CASA E RISPETTATE LE REGOLE!

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