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GRAN GHETTO DI S. SEVERO: CONTINUANO LE TRAGEDIE!

L’Editoriale di DESIO CRISTALLI

L’Agenzia ANSA ha dato per prima l’atroce notizia la notte del 26 giugno scorso. Per il giovane di colore YUSUPHA, migrante del Gambia, non c’è stato nulla da fare. Immediato l’intervento dei Vigili del fuoco dei vicini Distaccamenti che hanno domato il rogo ed evitato il peggio, mettendo in sicurezza alcune bombole di gas presenti sul posto. Aveva 35 anni l’uomo deceduto nell’incendio che ha interessato il suo alloggio di fortuna, nel ghetto di Torretta Antonacci, nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico. Il fatto è successo poco dopo le ore 3. Con i Vigili del fuoco sono intervenuti i carabinieri del Comando provinciale e quelli della Compagnia di San Severo che stanno riferendo all’autorità giudiziaria per ricostruire il ‘fattaccio’ e per accertarne le cause, cioè se dovute a fattori accidentali o se di origine dolosa. Quel che qui importa evidenziare sotto il profilo socio-territoriale è che non si può continuare a registrare tragedie come quest’ultima. Sarebbe anche ora che le varie Istituzioni cointeressate, dalla Regione Puglia in giù, si diano una mossa e programmino nel tempo diverse soluzioni per questo tipo di accampamento spontaneo che, oltre tutto, in queste precarissime condizioni, può essere sempre esposto a vari tipi di reati che è inutile elencare. Tante volte in passato ci sono stati incendi dolosi e sono stati attuati interventi delle Forze dell’Ordine pure per altri…‘problemi’ di varia natura. E non sarebbe male a questo proposito che, siccome questo gran ghetto si trova in agro di San Severo, da Palazzo Celestini (dove sono stati destinati 28 MILIONI DI EURO del PNRR per questo tipo di agglomerati) partano decise contromisure per trovare più umane soluzioni abitative meno esposte anche a possibili turbative dell’ordine pubblico. Su tutto, bisogna far emergere la difesa dell’aspetto umano per gente che, accolta in Italia in maniera regolare o irregolare, si trova a vivere – diciamolo senza peli sulla lingua… – in modo inumano, quasi ‘animalesco’! La nostra è terra accogliente e lo ha sempre dimostrato ma queste situazioni oltre i limiti della sopportazione sociale devono essere affrontate in maniera DECISA E DEFINITIVA!!! Morale della favola: ci si muova subito e non si agevoli ulteriormente uno stallo perenne che produce continuamente morti evitabili, espulsioni dall’Italia di gente sbandata e situazioni da codice penale di vario genere.

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