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Grande partecipazione e unanime riconoscenza per il dottor Roberto Pasquandrea, il saluto

Di Dante Scarlato

C’è stata grande partecipazione di cittadinanza, maestranze ed istituzioni all’evento organizzato dalla nostra Gazzetta, con il patrocinio dei Comuni di San Severo e Torremaggiore e a molte altre associazioni locali che ha avuto luogo ieri alle Cantine d’Araprí per rendere omaggio e premiare l’impegno del dottor Roberto Pasquandrea, già medico, fino ad ora Direttore del Museo Diocesano e dell’Archivio Storico, nonché responsabile dell’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi, che ha deciso di ritirarsi a vita privata in Umbria per dedicarsi pienamente alla famiglia.
La serata è stata moderata dal direttore della nostra Gazzetta, dott. Desio Cristalli, alla presenza dei Sindaci di San Severo Francesco Miglio, di Torremaggiore Emilio Di Pumpo e dell’Assessora alla Cultura del Comune di San Severo Celeste Iacovino.

“Credo che dopo tutto questo impegno sia doveroso che la Città si fermi e dica grazie: possiamo portare avanti la cultura sanseverese a farla conoscere a tutti solo grazie al dinamismo di persone come il dottor Pasquandrea. Sono sicuro che non distoglierà lo sguardo dalla Città e dal territorio pur stando a qualche chilometro di distanza.” – le parole del Sindaco Francesco Miglio – “La Città di Torremaggiore sarà sempre grata al dottor Pasquandrea per quanto fatto per la nostra cittadina, specie per il sito di Castelfiorentino che è riuscito a sottrarre all’ingiuria del tempo e per molti altri beni artistico-religiosi che arricchiscono le nostre chiese” ha aggiunto il sindaco di Torremaggiore di Pumpo, che ha anticipato il proposito della giunta comunale torremaggiorese di conferirgli la cittadinanza onoraria.

Sono molteplici i fronti in cui si è speso a servizio sia della comunità cittadina che di quella diocesana, è tra i fondatori dell’ArcheoClub di San Severo, di cui ne ha animato anche i primi convegni nazionali ed internazionali, a lui si deve la ricognizione e la messa in salvo di molti antichi reperti risalenti durante la costruzione della diramazione autostradale dell’A14 (i reperti attualmente sono custoditi presso il MAT – Museo dell’Alto Tavoliere).

Con lo stesso spirito, durante l’episcopato di mons. Cesare Bonicelli, fu tra i promotori dell’apertura del Museo Diocesano, una realtà che potesse custodire e far conoscere a tutti il patrimonio storico- artistico della diocesi, facendosi carico di reperire presso le Parrocchie e la varie realtà diocesane i beni (vasi sacri, paramenti, ex-voto, dipinti) che meritassero una maggior tutela per la loro fragilità e per il carico di storia che portavano con sè, affiancando all’incarico museale anche il servizio come Commissario Vescovile dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio Abate.

Tante parole non basterebbero per ringraziare un grande animatore della cultura locale quale è il dottor Pasquandrea, nella speranza che il suo esempio e la sua vivacità trovino ancora spazio tra chi raccoglierà il suo testimone.

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