Cultura

GRANDI DONNE DEL ‘9OO SANSEVERESE

di MICHELE MONACO

Nelle notti della primavera sanseverese, è possibile che nei pressi del Monumento ai Caduti per la Patria si possa intravedere l’ectoplasma di ELISA CROGHAN, la famosa “DAMA FORESTIERA” Si fa avvicinare facilmente e a qualche curioso che crede nei fantasmi offre gentili dichiarazioni come la seguente:<< Vorrei ringraziare il vostro illustre concittadino NINO CASIGLIO per avermi immortalato in uno dei suoi romanzi, ringrazio anche chi ha voluto gentilmente intestarmi una strada della vostra città e persino l’etichetta di un vostro prestigioso spumante. Sono nata in Inghilterra nel 1845. Mi sono trasferita con mio padre UGO CROGHAN a Parigi dove ho conosciuto MICHELE DI SANGRO (o De Sangro) ultimo Principe di San Severo e Duca di Torremaggiore. Sono morta nel 1912 e la mia tomba è collocata nel cimitero di Torremaggiore nella cappella gentilizia del Principe. Come è noto, nel mio testamento, ho rispettato le volontà del Principe lasciando i fondi della vasta tenuta di Santa Giusta, circa 1600 ettari, al Comune di San Severo, affinché venisse realizzato l’obiettivo di promuovere il progresso dell’agricoltura. Come sono andate le cose in questi cento anni e passa? Preferirei pronunciarmi in un’altra occasione. Posso dire brevemente che alcune gestioni dell’Istituto Di Sangro sono state nobili, sulle altre stendiamo un velo pietoso ma non‘omertoso’.Ma adesso lasciatemi parlare di donna CONCETTA MASSELLI, Marchesa di Grumo. La considero una grande benefattrice, una signora di ferro. Pensate che la Marchesa, vedova di FRANCESCO MASSELLI, morì in San Severo il 29 gennaio del 1907 dedicando tutto il suo impegno e le sue sostanze economiche per la costruzione dell’ASILO, i cui lavori iniziarono nel 1898 e terminarono nel 1902. Quell’imponente opera ebbe il riconoscimento giuridico di ENTE MORALE con il Regio Decreto del 1905. La Marchesa non si fermò solo a questo, si impegnò anche a versare una rendita annua di 10.000 lire all’Asilo e ad arredarlo in ogni sua parte per una spesa di 500.000 lire. Completò il suo capolavoro di mecenatismo quando nel 1905 (due anni prima della sua morte) con un testamento olografo volle istituire come suo unico erede universale l’Asilo Inabili al Lavoro. << C’è da riflettere sul fatto che questa città ha visto nascere- ai primi del ‘900- strutture assistenziali e benefiche come l’Asilo Inabili del lavoro, l’asilo TROTTA, l’ospedale TERESA MASSELLI-MASCIA e il complesso dei SALESIANI. Mi chiedo se tutte queste opere siano ancora oggi salvaguardate e rese disponibili alla comunità sanseverese con gestioni trasparenti e lungimiranti. Lascio a voi riflettere sull’uso che ne avete fatto e su quello che ne farete nei prossimi anni>>.COSI’ PARLO’ ELISA.

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