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Grano duro, la senatrice Naturale (M5S): “Priva di risposte concrete al comparto cerealicolo la risposta del sottosegretario La Pietra alla mia interrogazione sulla Cun”

Tra le questioni affrontate: l’andamento calante delle quotazioni del grano, il ruolo della Commissione unica nazionale e l’individuazione della sua sede a Roma

“Priva della concretezza e della precisione che il mondo cerealicolo attende con urgente bisogno”.

E’ il commento della senatrice Gisella Naturale (M5S) sulla risposta fornita dal sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, all’interrogazione presentata dalla stessa Naturale riguardo alla Cun del Grano duro: in particolare riguardo alla continua fissazione di quotazioni di vendita inferiori ai costi medi di produzione; a eventuali criticità operative della Commissione unica nazionale; all’istituzione della sua sede a Roma e non invece a Foggia (opzione per cui la senatrice Naturale si è sempre battuta).

Dopo aver ascoltato la risposta del sottosegretario La Pietra – che ha attribuito l’andamento calante dei prezzi del grano a un trend di mercato di natura internazionale, asserendo la piena operatività della Cun rispetto alle proprie funzioni e motivando la localizzazione della sede a Roma in ragione della natura nazionale e interareale della Commissione – la senatrice, dichiarandosi “totalmente insoddisfatta” della replica di La Pietra, ha innanzitutto risposto al sottosegretario al Masaf che a fronte di un calo dell’offerta produttiva del grano duro (trend a cui guardano le stime per l’immediato futuro), i prezzi dovrebbero salire, mentre di fatto essi continuano a registrare soglie negative.

Naturale si rammarica che non sia stata fornita risposta esaustiva in merito al preoccupante disallineamento tra i prezzi formulati dalla Cun e i costi di produzione effettivamente certificati dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea): cosa che, a suo parere, induce a riflettere sul ruolo dell’Istituto.

Nel ribadire che il persistente squilibrio tra i prezzi riconosciuti agli agricoltori e i costi di produzione mette a rischio la redditività e la sopravvivenza del settore, la senatrice pentastellata esprime, altresì, rammarico per il mancato impatto positivo che ci si sarebbe atteso da provvedimenti a favore del settore come le misure di contrasto alle pratiche sleali e il cosiddetto “decreto agricoltura”.

Rimarcato che il Parlamento e il Governo hanno la responsabilità di garantire la sostenibilità dei costi di produzione, anche al fine di scongiurare l’abbandono dei territori agricoli, che svolgono peraltro funzioni paesaggistiche e di sicurezza alimentare, Naturale, a ulteriore commento sul tema, continua quindi a ribadire al Governo di “agire velocemente affinché si diano risposte a un settore già vessato dall’emergenza climatica e dalla crisi internazionale: un settore che non può più attendere e che ha bisogno di visione e prospettive economiche certe per programmare compiutamente la propria stagione agricola”.

 

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