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I CANTAUTORI E LA POESIA CHE DIVENTA POPOLARE – SONO SOLO CANZONETTE?

La poesia e la letteratura musicale della canzone, già premiate con il nobel attraverso Bob Dylan, si confermano quindi un mezzo di comunicazione efficace e una forma di poesia concreta, lontana dall’idea di nicchia, di privilegio, tanto coltivata dai salotti buoni o dalle baronie universitarie, un’arte che cerca, si apre al pubblico, a quelle masse tanto messe in discussione dalla cosidetta cultura ufficiale, realizzando divulgazione ed elevazione culturale.
La canzone come mezzo musicale, letterario e poetico… Chi l’avrebbe mai detto che dalle “canzonette” sarebbe nato questo grande immaginario collettivo e scrigno di sapere e cultura?
Che a distanza di decenni ci saremmo accorti proprio con la scomparsa degli stessi artisti di quanto quelle melodie, quelle voci, quei volti e quei versi facciano parte della nostra vita? dei nostri ricordi? della nostra memoria emotiva? Quale azione poetica più alta e concreta di quella che realizza tutto questo?
Oggi la canzone è arricchita e insieme osteggiata dal rap, che sostituendo la melodia con ritmica e sonorità elimina il canto per far spazio ad una potente letteratura sonora che però, ci chiediamo, avrà la stessa forza di fare memoria della canzone, della melodia e dei versi cantati?
Lo scopriremo solo vivendo, è il caso di dire, citando Lucio Battisti.
Auspicabile, dato il valore dimostrato dal linguaggio canzone, una sua valorizzazione e sostegno pubblico, come già accade per il cinema, e il suo pieno riconoscimento scolastico; pur senza dimenticare i cantautori locali, che svolgono il medesimo ruolo per le proprie cittadine e regioni, rendendo ad esse un contributo prezioso di cui il tempo a venire darà ragione.
L’ultimo saluto va al grande cantautore siciliano.
Nazario Tartaglione

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