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I CINEMA – SAN SEVERO, UNA CITTA’ CHE SAPEVA SOGNARE

Il sogno collettivo che il cinema è riuscito ad incidere nella vita e sulla memoria di intere generazioni ha attraversato in modo prepotente anche la cittadina di San Severo, soprattutto nel secondo dopoguerra, quando le diverse sale sparse per la città diventavano piazza e teatro, e insieme sogno popolare.
Erano i tempi in cui non c’era ancora la play station, né internet col suo carico di contenuti d’ogni tipo, e nemmeno la televisione aveva ancora fatto la sua comparsa o comunque preso il sopravvento. Allora il cinema diventava il luogo in cui sognare, incontrarsi, divertirsi, innamorarsi, piangere e gioire per le vicende dei protagonisti, che si sentivano veri, reali e non affatto parte di una “pellicola” come spesso i film venivano chiamati.
Pochi sanno che tra i precursori del cinema sonoro in Italia, quello che segnò il passaggio dal cinema muto al moderno con suoni, rumori e voce degli attori, va annoverato suo malgrado Sergio Amidei, lo sceneggiatore di Roma Città Aperta e di tante opere che tracciarono il neorealismo: intellettuale che per sbarcare il lunario si improvvisava rumorista grazie ad un disco con rumori preregistrati e ad un grammofono, incantando il semplice pubblico della provincia italiana.
A confermare quindi gli italiani un popolo di navigatori, santi, poeti e di sognatori, che nella nostra cittadina di provincia salutava i fasti del Real Borbone e del nuovo teatro, l’attuale Verdi, e si riversava nelle diverse sale cinematografiche sparse per la città, soprattutto nelle zone centrali.
Figli dell’arena, del cinema all’aperto tenutosi sin dal primo decennio del novecento nell’ex convento dei Cappuccini, si contendevano il pubblico sanseverese il Cinema Ideal, sito in via Tiberio Solis e attivo sin dal 1909, sede anche di spettacoli teatrali e di beneficenza e frequentato insieme alla classe popolare da quella borghese ed aristocratica, il Cinema Kursal – Excelsior, che sorgeva in via Principe Amedeo, nei pressi dell’ospedale e della Villa Comunale, il Cinema Patruno, sorto sulle ceneri del teatro Real Borbone, nato come cinema bene anche grazie alla sua posizione centralissima e privilegiata e che visse il suo periodo d’oro tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, il cinema Cicolella, già cinema Eden, Excelsior e Umberto, sito in via d’Alfonso e inaugurato nel 1970, che gode nei decenni di miglioramenti e nuove tecnologie come il sistema audio dolby – l’unico cinema attualmente attivo. Arricchiva ancora la piazza il super cinema Marchitto, inaugurato nel 1950 e tra i più grandi della Puglia, con ben 1.500 posti a sedere e tetto apribile; godrà nel tempo del cinema panoramico e del cinemascope, e si completerà di un’arena adiacente. L’arena Ariston invece, nata nel 1952 in via Apricena, portava una capienza di 800 posti e schermo in muratura: situata in zona troppo periferica rimarrà attiva solo per cinque anni. A chiudere la rassegna il cinema Capitol, già cinema Giuseppe Verdi, che avrà sede in via Zannotti: ricavato da una bottega da ebanista sarà inaugurato nel 1956.
Un’epoca quella del cinema e delle grandi platee, finita con la televisione prima e con l’home video poi, preludio a quel mondo di visione frammentaria esplosa col web, che lascia un segno indelebile nella memoria di quanti quel sogno ad occhi aperti l’hanno vissuto e che oggi lo vedono inaridito da modalità sempre più personali, che contribuiscono al modello individualista tanto di moda nei nostri tempi.
L’auspicio è che San Severo riscopra per suo conto e attraverso i suoi mezzi il piacere di condividere visioni e prospettive sugli schermi di un futuro che appare sempre più arido, in salita e tutto da ricostruire.
Nazario Tartaglione

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