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I “FATTI DI CARTA” DI GRAZIA PIRRO

di MARIO BOCOLA

Si scrive per passione, si scrive per esprimere i propri pensieri, le proprie sensazioni, si scrive per esternare i moti più reconditi dell’anima, si scrive perché i lettori possano apprezzare le doti narrative dello scrittore. “Scrivere è essenzialmente fare i conti con se stessi: è una ricerca di esattezza”, chiosa nell’Introduzione Canio Mancuso, in apertura del volume di Grazia Pirro che ha dato alle stampe la sua ultima fatica letteraria: “Fatti di carta. Raccolta di racconti brevi” (Malatesta Editrice, 2018).  Si tratta di racconti essenziali, efficaci, ricchi di riflessioni, di immagini, di colori, di sprazzi di vita, frutto di un corso di scrittura creativa frequentato dall’autrice che, ora, dopo la prima esperienza editoriale del 2016 “A spasso con Gracie” si ripropone al pubblico dei lettori con questa nuova silloge. Il libro racchiude – si legge nelle pagine introduttive – racconti brevi che sono come “frammenti lirico-narrativi, flash sensoriali, piccoli lampi e dediche di chi ricordando fatti e volti, li reiventa”. Si produce nella scrittura narrativa una sorta di commistione tra autobiografismo e memoria e la raccolta di racconti di Grazia Pirro è una essenziale fusione di autobiografia e invenzione e ricordi. L’autrice racconta sprazzi della sua esperienza personale attraverso la reinvenzione, la manipolazione degli elementi testuali che affiorano nitidamente lasciandosi alle spalle l’autobiografia. Insomma i racconti della Pirro sono un riflesso del suo mondo interiore, un guardarsi allo specchio per scoprire se stessi e tutto ciò che ci circonda. La scoperta della propria identità, delle proprie radici, degli affetti familiari rappresentano un condensato della prosa di Grazia Pirro. Una prosa, però, se si leggono attentamente i racconti e ci si lascia trasportare dal vortice delle emozioni che stimola lettura, suscitando la curiosità. Nello scorrere i testi dei brevi racconti si può chiaramente notare un lirismo prorompente, dove la scrittura assume una dimensione musicale e le parole, messe insieme, danno luogo e forma alla musica. L’azione-ricerca della prosa di Grazia Pirro è l’affermazione della “propria identità – si legge nell’Introduzione – in relazione e contrapposizione al mondo”. La Pirro va, dunque, alla costante ricerca della propria identità, ma la visione generale del mondo non collima con la sua introspezione, con il suo passato e con il suo modo di vivere e di essere. E questa contrapposizione tra realtà e fantasia si evince nitidamente dalla lettura di questi racconti brevi. La Pirro ci vuole lanciare un messaggio: scrivere rappresenta lo tusnami delle emozioni tra realtà e fantasia, scrivere rappresenta la costante ricerca interiore di noi stessi, di quelli che siamo e che vogliamo essere.

Il libro è stato presentato presso la Libreria “Orsa Minore” lo scorso 27 dicembre 2018 da Canio Mancuso con le letture di alcuni passi dell’attore Luigi Minischetti.

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