I LAVORATORI STRANIERI IN PUGLIA SONO OLTRE 142.000 E LE PEGGIORI CONDIZIONI…IN CAPITANATA!

L’EDITORIALE DI DESIO CRISTALLI
I lavoratori stranieri residenti in Puglia sono oltre 142.000 e sono oltre il 3,5% dell’intera popolazione. In prevalenza sono gli uomini (il 51,2%) rispetto alle donne (il 48,8%). E’ proprio la nostra Capitanata la provincia tra le SEI pugliesi con una prevalenza maggiore di stranieri, per la precisione il 5,5%. A seguire Bari con il 3,6%, e a ruota Brindisi con il 3,2%. La città metropolitana di Bari, insieme alla provincia Barletta-Andria-Trani, ha la percentuale maggiore tra le donne straniere residenti. In Capitanata, invece, il dato più basso di donne straniere residenti in terra pugliese. Ma parliamo della situazione regionale relativa al dato dei contributi lavorativi. Proprio Foggia è la provincia che presenta oggi i dati peggiori. Il 7,5% dei contribuenti della Capitanata è nato all’estero. E’ l’incidenza più alta della Puglia mentre il reddito medio degli immigrati in provincia di Foggia è di 9.500 EURO all’anno, molto al disotto di Bari (13.400 EURO), Lecce (13.100), Brindisi (12.100), Taranto (11.800) e BAT (10.300). Ma diamo uno sguardo al gap che c’è da parte degli stranieri in Capitanata rispetto al reddito medio annuale nazionale più elevato di circa 8.000 EURO. Molto interessante anche il dato relativo alla distribuzione in Puglia degli imprenditori nati all’estero. La classifica è guidata nettamente dalla provincia di Lecce, dove risiede circa il 39,5% degli imprenditori stranieri residenti in Puglia. Al terzo posto si piazza la provincia di Foggia con il 14,5%, pari a 3.456 imprenditori. Per quanto riguarda l’accesso ad un alloggio, rimane ancora molto alta la domanda che si registra per il quasi sempre degradato patrimonio immobiliare offerto, tanto che proprio l’accesso all’abitazione permane uno dei nodi cruciali attorno al quale si innescano meccanismi di discriminazione e sfruttamento. Nelle aree rurali la situazione peggiore si trova ancora nel Foggiano, dove non a caso si registra uno dei tassi più elevati di lavoro irregolare dell’intera Italia, in larga parte braccianti immigrati. Gli edifici fatiscenti e privi di servizi dove vivono tanti di questi braccianti, molti quasi in condizione di schiavitù, sono perlopiù le basi di raccolta della forza lavoro che viene gestita dalla malavita interessata a sfruttare malvagiamente il mercato delle braccia, che offre di solito un ricovero a lavoratori single, che non dovendo far fronte al sostegno di un nucleo familiare sono disposti ad accettare situazioni di estremo disagio. La Capitanata, coi Comuni di SAN SEVERO, Cerignola e Lucera, esprime evidenti (e preoccupanti!) similitudini con l’insediamento straniero nei Comuni subappenninici che segnano il confine tra Campania e Puglia. Si tratta di terreni che il regime fascista sottrasse all’Irpinia per accorparli alla Provincia di Foggia nel triennio 1927-1929. In queste terre quella marocchina è indubbiamente la comunità più consistente, storicamente dedita per la stragrande maggioranza al lavoro agricolo ed al commercio ambulante. Puglia e Campania sembrano esprimere strutture agroindustriali più o meno con uguali caratteristiche. Si segnalano così flussi in transito osmotico da una regione verso l’altra a seconda che sia la stagione della raccolta del pomodoro (Puglia) o quella dei prodotti orticoli (Campania).



