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I MERAVIGLIOSI SIGNIFICATI DELLA “FESTA DELLE FESTE”

Fotogallery di Antonio e Enrico Maggio

Non esiste a San Severo, da tempo immemore, una Festa che possa paragonarsi a quella che onora la nostra celeste MADONNA NERA. Nell’inserto speciale di quattro pagine, voluto dal nostro Editore SALES e che i nostri Lettori potranno conservare a ricordo della FESTA PATRONALE 2022, pubblichiamo cenni storici, aspetti suggestivi socio-culturali e di folklore, motivazioni religiose ed ogni altro aspetto di questa ricorrenza sanseverese che ormai sfida i secoli. Il primo significato profondo legato a questa gioiosa circostanza è quello di un popolo che ripone sempre il fardello di ambasce quotidiane da lenire sotto il manto regale e materno della Patrona di San Severo e dell’intera Diocesi (che comprende ben dieci Comuni dell’Alto Tavoliere). Al suo passaggio per le strade della nostra Città non v’è ciglio che non si inumidisca di lacrime liberatorie di una ardente commozione per ciò che quel simulacro rappresenta per chi è nato in queste contrade. A Lei, Vergine Santa, ogni Sanseverese affida, durante il suo incedere maestoso per le strade principali della Città, i suoi desideri di vita, i suoi bisogni terreni, le implorazioni di un miracolo per la salute di persone care, le sue segrete aspirazioni umane. E tra le migliaia e migliaia di persone che la circondano d’affetto nel corso degli eventi processionali della FESTA DELLE FESTE, ci sono tantissimi Suoi figli che tornano dall’estero o da altre località nazionali per vederla, per omaggiarla con l’amore filiale più sincero e, in fondo, per non tradire le proprie radici territoriali e spirituali. E quei figli di San Severo che non riescono a tornare per gli impegni più disparati che li trattengono altrove affidano ai familiari, ai parenti o agli amici più cari un reverente saluto per la MAMMA DEL SOCCORSO. Un aneddoto in proposito mi fu raccontato dall’indimenticabile Amico e Collaboratore della ‘Gazzetta’, il maestro DOMENICO TOTA. Nella stazione centrale di Milano incontrò un mendicante che in dialetto nostrano gli chiese una monetina. Scoperto che si trattava di un compaesano, il ‘povero cristo’ rifiutò la moneta utile per mangiare qualcosa ma chiese in cambio il favore di recarsi al Santuario al rientro a casa e di salutare per lui con una preghiera la Madonna del Soccorso. Questa è la Fede più autentica dei Sanseveresi, il loro ineguagliabile rapporto d’amore filiale con la NOSTRA MADONNA. Un altro profondo significato di questa Festa mi piace annetterlo ai nostri FUJENTI, a quelle centinaia di giovani concittadini che inscenano ogni anno quelle corse di fede…’esplosiva’ dedicate alla VERGINE DEL SOCCORSO, la spontanea preghiera che sprigiona irrefrenabile dal loro animo, dal loro impeto giovanile che inonda le strade nostrane di originale amore mariano. Tutto ciò vogliamo testimoniarlo con convinzione, atteso che soprattutto questo meraviglioso spirito <<goliardico>> giovanile ha consentito alla FESTA PATRONALE di San Severo di farsi conoscere, apprezzare e rispettare in tutto il mondo, il motivo che più di tutti gli altri spinge tanti forestieri e persino tanti stranieri a raggiungere San Severo nei giorni della nostra storica Festa. Quel che abbiamo appena sottolineato vuole ripagare i nostri GIOVANI FUJENTI, come un debito di riconoscenza di tutti gli altri Sanseveresi. Che le vostre spettacolari corse — mi raccomando, ragazzi, guidate sempre dalla ragione e dalla prudenza! — rimangano per sempre il distintivo più genuino della inarrestabile FEDE SANSEVERESE posta ogni anno, con le lacrime più preziose e spiritualmente purificatrici, ai piedi della nostra amatissima ed eterna MAMMA NERA.

(Foto storiche Antonio Maggio – foto moderne Enrico Maggio) RIPRODUZIONE VIETATA

 

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