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I MISTERI DELLA MORTE DI PADRE PIO Edito l’ultimo lavoro di Stefano Campanella

di Mario Bocola

“Farò parlare più da morto che da vivo”, così si sarebbe espresso Padre Pio prevedendo  la sua morte e il riflesso mediatico mondiale che ne sarebbe scaturito. Sono ormai trascorsi cinquant’anni dal “beato transito” del Cappuccino stimmatizzato del Gargano e continua ancora a far parlare di se stesso, grazie alla “clientela mondiale” (per usare una felice espressione di Papa Paolo VI) che aveva radunato intorno alla sua persona (I Gruppi di Preghiera) e che ancora oggi, dopo la visita di Papa Francesco, offrono con i Padri Cappuccini una testimonianza viva del carisma del Santo di Pietrelcina. Ci sono, però, dei segni inspiegabili che si sono verificati dopo la morte di Padre Pio, ossia la cicatrizzazione delle stimmate che lo avevano martoriato per cinquant’anni ed altri ancora che la scienza non è riuscita a dare spiegazioni probanti. Ci viene spontanea una domanda: una nuova pubblicazione su Padre Pio era necessaria? La risposta è affermativa, in quanto bisogna gettare un nuovo seme e una luce rinnovata sulla figura del Santo di Pietrelcina a mezzo secolo dalla sua dipartita, leggendola con occhi diversi e purificati dalla Misericordia di Dio. A dare una lettura “nuova” su Padre Pio ci ha pensato Stefano Campanella, Direttore di Padre Pio TV, il quale ha dato alle stampe un volume intitolato “I Tre misteri della morte di Padre Pio (Edizioni Padre Pio da Pietrelcina-San Paolo, 2018, pp.188). Campanella, con uno stile semplice, garbato e documentato ci offre un’analisi di tre fenomeni misteriosi che hanno riguardato il “Cireneo di tutti”: la precognizione della sua morte, la misteriosa presenza di una donna al suo capezzale e la sparizione, altrettanto misteriosa, delle stimmate. Si tratta di tre misteri che la scienza non è riuscita a spiegare e che solo la Fede può darci. L’autore descrive nitidamente gli ultimi momenti di vita del Santo Cappuccino attraverso le testimonianze dei Frati (Padre Pellegrino Funicelli, Padre Eusebio Notte, Padre Paolo Covino, che gli amministrò il sacramento dell’Unzione degli Infermi e Padre Giacomo Piccirilli che fotografò le spoglie mortali di Padre Pio) che lo hanno assistito sino alla fine e dei medici dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” (prof. Giuseppe Sala, dott. Giuseppe Scarale, il dott. Giuseppe Gusso) che gli hanno prestato gli ultimi soccorsi e testimoni oculari del “beato transito” del Padre nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968, Campanella, tuttavia, arricchisce il volume con ulteriori elementi come la visita fatta dall’allora cardinale di Cracovia, Karol Wojtyla, nel 1974 (precedentemente nel 1947) e successivamente come Romano Pontefice il 23 maggio 1987. San Giovanni Paolo II aveva un rapporto privilegiato con Padre Pio, che gli aveva predetto che sarebbe diventato Papa. Campanella ci parla anche del rapporto che Padre Pio aveva con la morte, dal momento che lui era a conoscenza del momento in cui sarebbe passato dalla vita terrena a quella celeste. Chiudono il volume la trascrizione di alcune testimonianze di coloro che hanno assistito alle ultime ore di vita terrena del Santo del Gargano. Il libro si avvale della Prefazione di Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.

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