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I Partigiani sono il “ Dopo “ di un “ Prima “

Si è ipocriti e intellettualmente disonesti voler dare a episodi una validità di generale verità:bisogna riportare nell’alveo della ricerca storica, le vicende di un periodo cruciale per la storia di questo Paese.

Tutto ciò che è avvenuto alla fine della Seconda Guerra Mondiale è il frutto amaro e talvolta crudele di un “ Prima “che non è stato scritto dai vincitori, e che la Storia, oggi, ha definitivamente giudicato:il Fascismo è stato una dittatura che ha contribuito all’esplosione di una guerra mondiale e all’inganno di un intero popolo, l’italiano, facendolo partecipare a sofferenze, a massacri, a morti, bombardamenti e genocidi : questo è il giudizio storico.

Fare i conti con un cumulo di sciocchezze e bugie, come il mito de “ la storia la scrivono i vincitori “: affermazioni che vengono sempre più spesso dai discendenti e seguaci di quel pezzo d’Italia che collaborò alla deportazione e allo sterminio di migliaia di italiani.

Tentativi di revisione storica ed emotiva di equiparare moralmente fascisti e antifascisti, allo scopo di mettere da parte le responsabilità storiche del Fascismo e dei suoi seguaci, vecchi e nuovi. Fare chiarezza a favore della verità è necessario.

E’ facile, emotivamente parlando, parlare dell’innocenza di Claretta Petacci, la cui morte “ va inquadrata nel codice penale come omicidio “…giustissimo. Ha pagato per amore. Ma delle  migliaia di italiani uccisi innocentemente durante la Repubblica di Salò dalle milizie fasciste e dalle Brigate Nere di Pavolini, cosa ne facciamo? Vanno anche loro inquadrati nel codice penale? Anche loro, molti di loro, innocenti…

Quella povera donna, innocente, era però un simbolo di un “ Prima “voluto proprio da Mussolini, colpevole e passibile di processo, di un processo che, come a Norimberga, lo avrebbe subito consegnato alla Storia come uno degli artefici di tanta sofferenza: condanna senza appello, quell’appello che oggi si tenta continuamente di riportare in vita, volutamente dimenticando le devastazioni immense di una guerra, le ansie per una libertà negata per tanti anni, le tante distruzioni e sofferenze e sangue che il popolo italiano aveva dovuto subire.

Piazzale Loreto è il “ Dopo “ che arriva dopo il “ Prima “: è l’Italia prostrata che si vendica di tanti lutti,di tanta miseria,di tanto dolore, e che nell’ora della furia,gli innocenti vengono accomunati ai colpevoli, macchiando di rosso la libertà ritrovata.

L’Italia aveva sofferto in silenzio miseria, degrado e umiliazioni, e i 15 ragazzi da poco uccisi proprio a Piazzale Loreto, dai fascisti, rappresentano il “ Prima “del Fascismo: il poeta Salvatore Quasimodo, scrisse, per quei ragazzi una poesia.

“ Esposito, Fiorani, Fogagnolo,/ Casiraghi,, chi siete?/ Voi nomi, ombre?/ Sancini, Principato, spente epigrafi/ Voi, Del Riccio, Temolo, Vertemati/Gasparini? Fogli d’albero/ di sangue, Galimberti, Ragni, Voi/ Bravin, Mastrodomenico, Poletti?/ O caro sangue nostro che non sporca la terra…/ Sulle spalle/ le vostre piaghe di piombo, ci umiliano…”

E poi venne il “ Dopo “: Piazzale Loreto chiamò a sé Mussolini e gli altri, e sempre Quasimodo scriveva versi che rispecchiavano tutti gli orrori di una guerra civile:

“Figlio : – E perché madre, sputi su un cadavere/ a testa in giù, legato per i piedi/ alla trave?/…No, madre, fermati, grida alla folla/ di andare via…/ Madre: – Sempre abbiamo sputato sui cadaveri/ figlio…/ Il nostro cuore ha voluto aperto/ l’altro cuore che aveva aperto il tuo,/ figlio t’hanno scavato gli occhi, rotto/ le mani per un nome da tradire…/..sei morto figlio! Perché tu sei morto/ puoi perdonare: figlio, figlio, figlio!/..Da secoli/ la pietà è l’urlo dell’assassinato …”

Un camerata delle Brigate Nere ( M.H. ) scrive sul giornalino del proprio reparto: “Siamo Camice Nere o Briganti Neri?…Il Brigantaggio spesso ha avuto moventi nobilissimi…è sorto dalla vendetta che non può essere esercitata nell’ambito della legge..e se il Brigantaggio è sorto dalla vendetta…la nostra divisa è tornata ad essere ( come il fascismo ante marcia ) “ occhio per occhio, dente per dente…”: questa divisa dobbiamo metterla ogni giorno, senza pietà, senza misericordia…” E “ Dopo “, sono venuti i partigiani…

Parlare di Pavolini e quasi sottintendere che è stato fucilato perché Ministro della Cultura, è disonesto: Pavolini è stato l’amico beneficiato di Galeazzo Ciano, e a cui, senza pietà ha negato di presentare la domanda di grazia al Duce; Pavolini, responsabile del clima di vendetta e del bagno di sangue che aveva creato nella Repubblica di Salò. Pavolini, il fondatore delle Brigate Nere, che tanto sangue ed orrori hanno seminato nel Nord Italia, partecipando lui stesso a molte rappresaglie. Ovunque in Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, targhe commemorative recano l’elenco infinito dei giovani passati per le armi o torturati; e di questi elenchi, con i loro nomi, le date, i luoghi, le città, ho intere pagine…per chi vuole veramente conoscere la Storia…migliaia di morti…

Le Brigate Nere e le Squadre di Azione, percorrevano le strade seminando il terrore. Protette dai Tedeschi, davano la caccia ai partigiani, depredando case, arrestando e torturando i prigionieri. Le loro imprese disgustarono gli stessi fascisti, che tentarono inutilmente di frenarne l’attività criminale…erano più feroci della Gestapo.

Il filosofo Gentile, altro innocente, paga perché simbolo di un Regime che aveva rovinato l’Italia: la sua morte fu deprecata dagli stessi partigiani del CLN, ma i GAP fiorentini vollero vendicarsi dello spettacolo orribile della fucilazione pubblica di 5 giovani ( Attilio Raddi, Guido Targetti, Ottorino Quiti, Adriano Sartori e Leandro Corona ), colpevoli soltanto di non essersi presentati alla chiamata di leva della Repubblica di Salò. Uccisi davanti alle reclute, per dare l’esempio; per creare sgomento in chiunque dubitasse della possibilità di ripresa del fascismo. Al momento dell’esecuzione si levò solo una voce: “ Vigliacchi, perché li uccidete ? “ Erano esempi, erano simboli.

In un articolo dell’epoca, si parla di “ responsabilità pesanti del filosofo, per aver avallato con l’autorità della sua solida personalità di uomo di cultura, la triste collana di violenze, di persecuzioni, di inettitudini che recarono alla rovina l’Italia “: anche lui era un simbolo.

Dopo la fucilazione dei 5 giovani, il maggiore Guido Lorenzi ha chiesto ai suoi soldati : “ Beh, ragazzi, vi è piaciuto il cinematografo di stamattina ? “

Di fronte a tanto cinismo, i GAP ( Partigiani ) fiorentini, si rifiuteranno di distinguere, nella rappresaglia, tra il fascista qualsiasi e il fascista di cultura ( Gentile ).

Al “ Prima “, era seguito un “ Dopo “…

Una marea di italiani, fascisti, collaborazionisti , spie ecc, s’erano macchiati di delitti orrendi e non ci sarebbe carta sufficiente per elencarne gli orrori, da via Tasso a Roma, dove si torturavano i prigionieri, fino ai partigiani massacrati dalla Banda Koch; dai 335 innocenti consegnati proprio dagli italiani ai Tedeschi alle Fosse Ardeatine, alla corresponsabilità di una miriade di eccidi commessi in Italia dalle forze naziste…elencarle, a che pro? Bisogna solo continuare a testimoniare che la Storia ha questa sequenza: fascismo, Resistenza, Costituzione…

Per quanto riguarda l’attore Valenti, aveva aderito alla Repubblica di Salò e si era arruolato nella famigerata X Flottiglia Mas di Junio Valerio Borghese, anche perché aveva necessità di droga, come peraltro molti gerarchi fascisti. Poi era entrato in contatto con Pietro Koch, che divverrà poi noto, con la sua banda, sia per le torture e le brutali uccisioni di partigiani e oppositori del regime, sia per altre attività criminali, come il traffico di cocaina.

Spesso Valenti fu presente alle torture e agli interrogatori di Koch che si svolgevano a Villa Triste: quando il 20 aprile 1945 si consegnò ai partigiani, per lui e la sua amica Ferida, fu decisa la pena di morte per crimini di guerra ( Valenti ). La partecipazione di O.Valenti alle torture inflitte dalla Banda Koch, è stata certificata da moltissimi testimoni passati attraverso le sofferenze di Villa Triste. Ferida, seppur dimostrata la sua presenza a Villa Triste, venne poi riconosciuta estranea ai crimini: gli innocenti spesso pagano per un “ Prima “ di cui non sono colpevoli.

Continuare non serve, e il “ Prima “ e il “ Dopo “ si applica a tutto, anche alle Foibe, che sono seguite anche per la nostra partecipazione agli orrori dell’occupazione nazi-fascista dei territori iugoslavi, dove ancora oggi sono aperte le gravi ferite inferte a centinaia di villaggi, borghi e città, con le loro migliaia di vittime civili. Per inciso, la documentazione più accreditata, parla di circa 6/7 mila infoibati: ovvio che niente giustifica gli orrori: essi sono tali, e tali restano sempre chiunque li commetta.

Dopo tante sofferenze e lutti, ci si sarebbe aspettati , nel dopo guerra, una persecuzione lunga e impietosa di tutti quelli che avevano partecipato alla sciagurata “ impresa “ fascista. Certamente ci furono vendette, delazioni, crimini comuni, ma nulla di paragonabile alle vicende di una guerra civile appena trascorsa.

Il 22 Giugno 1946, fu il Partito Comunista, con Togliatti, che mise fine all’odio: se è vero che aiutò quei partigiani che si erano resi colpevoli di crimini comuni, ed erano non molti, è soprattutto vero che migliaia di ex membri del Partito Fascista e i loro collaboratori , furono liberati dalle carceri o esonerati dai loro processi.

Circa 10mila fascisti furono liberati. Personaggi di primo piano ( Grandi, Federzoni, Borghese ecc.) più altre centinaia o migliaia di funzionari del passato regime, agenti, polizia segreta, informatori e capi di partito locale.

Questi tentativi di revisionare anche emotivamente la Storia, sono destinati a fallire: la Storia ha i tempi lunghi della Verità

 

San Severo 19 maggio 2021

Luigi Sales ‘43  

(foto la nascita dei moti partigiani) 

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