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“I Plastic Haze, bravi ma senza scorciatoie”

“I Plastic Haze hanno dimostrato talento e sacrificio; bravi ma senza scorciatoie”, è la recensione di Rolling Stone riguardo una band musicale il cui frontman, nonché voce e penna, è di San Severo (Fg) e si chiama Marco BUCCI.

Insieme a lui, al basso, il concittadino Giuseppe DI PASQUA, mentre alla batteria vi è il sardo Mattia PILLONI, ed alle chitarre il romano Jacopo SABBADINI.
Sono tutti ragazzi giovanissimi che debuttano nel 2021con un progetto iniziato nel 2020, ovvero in pieno lockdown, quando il sanseverese BUCCI inizia a scrivere alcuni brani racchiusi nell’album “Realtà distorte”.
Il primo pezzo che i Plastic Haze suonano insieme si chiama “Time Is Running Out dei Muse”, un brano simbolo che essi scelgono anche per le audizioni di XFactor25, dove conquistano i giudici ricevendo una standing ovation e quattro “sì” pieni di entusiasmo.
Non mancano però alcune critiche sui social verso il gruppo che, dopo anni di gavetta nei club romani, è proiettato verso i bootcamp con un brano inedito, ancora top secret.
Per essi X Factor non è solo un talent, ma un trampolino per portare al grande pubblico un sound diverso, lontano dalle mode del pop e della trap.
Quando Paola Iezzi e la giuria li hanno definiti “quattro tamarri galattici”, la risposta, in dialetto sanseverese, è arrivata con il sorriso: «Píggje e pórt a chès».

“L’arrivo alle audizioni di X Factor è stato un po’ per caso”, racconta il batterista Mattia PILLONI in un’intervista edita su www.linkoristano.it.

“Un talent scout ci ha visti sui social e ci ha suggerito di partecipare alle pre audizioni a Milano. Ci siamo così imbarcati in questa avventura; abbiamo preso il biglietto e siamo andati lì, senza troppe aspettative. Tra l’altro la sera avevamo la finale per un altro concorso e quasi stavamo per saltare le pre audizioni di X Factor per mancanza di tempo. Poi il destino ha voluto che andasse in un altro modo, ed eccoci qui”.

“Con uno stile riconoscibile, sia nel sound e sia nello stile, la musica dei Plastic Haze fonde il rock potente dei primi anni 2000 alle sonorità pop. Nei loro brani inediti, uniscono teatralità e impegno sociale, affrontando il tema della salute mentale e lo stigma che la circonda”.

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