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I “SANSEVERINI D’ORO” PER LA SOLIDARIETÀ

Qualche anno fa, mentre stava progettando un campus della Columbia University a New York per la lotta all’Alzheimer, RENZO PIANO raccontò di aver visto con i suoi occhi la vedova del costruttore JEROME GREENE staccare un assegno da 250 milioni di dollari a favore della ricerca. Per emulazione l’immobiliarista MORTIMER ZUCKERMAN volle subito donarne altri 200. Lo scorso anno a Bergamo, in pieno lockdown, una bambina di 9 anni, SILVIA ARTUSO, inviava quotidianamente ai suoi compagni di scuola più fragili, per farli sentire meno soli, la lettura videoregistrata di un libro. Saputosi in giro presto altri suoi amici fecero altrettanto. Sono solo due esempi tra gli innumerevoli possibili, l’uno di un personaggio noto, l’altro di una ragazzina “anonima” (che poi il Presidente MATTARELLA deciderà di nominare Alfiere della Repubblica), accomunati da una “regola” inconfutabile: LA SOLIDARIETÀ È CONTAGIOSA. Di recente ha avuto una bella risonanza l’episodio di una giovane sanseverese che ha aiutato, suonando la chitarra, un clochard a racimolare per strada qualche piccola donazione. Credo che l’episodio susciterà un contagio virtuoso. Credo anche, però, che questo “contagio” potrebbe ricevere un ulteriore impulso se il Sindaco MIGLIO decidesse di “istituzionalizzarlo”, conferendo delle benemerenze civiche a un certo numero di persone che ogni anno si distinguono per gesti di solidarietà, un po’ come accade a Milano con gli AMBROGINI D’ORO consegnati dal Sindaco il 7 dicembre, giorno in cui si festeggia il patrono della città Sant’Ambrogio. Mi pare che a Palazzo Celestini ci sia una buona attenzione per questi temi. E ciò lascia ben sperare. Ha detto una volta PAPA FRANCESCO: «Ognuno dentro di noi ha due lupi. Il primo si chiama rabbia, odio, rancore. Il secondo si chiama amore, speranza, generosità. Questi due lupi lottano sempre dentro di noi. Ma alla fine vince quello a cui diamo da mangiare». Non c’è dubbio che i “SANSEVERINI D’ORO” (al momento chiamiamoli così) sarebbero ottimo cibo per il secondo lupo.

F. M.

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