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I titolari dei negozi di abbigliamento che apriranno a maggio, hannole idee chiare e si stanno organizzando senza trascurare niente.

C’è una fatidica “Fase 2” a cui tutti guardano e che non sarà il “liberi tutti”, di quando si giocava a “nascondino”. Sarà comunque un primo momento, seppur cauto, per riassaporare la normalità. Determinante sarà l’approccio responsabile di ogni singola persona nell’usare le protezioni individuali, come la mascherina e la distanza sociale. Dal 4 maggio, però, qualcosa accadrà, considerando la riapertura di parecchie attività commerciali, comei negozi di abbigliamento, senza mai dimenticare le norme anti Covid-19: “A maggio torneremo ad alzare la saracinesca, dopo due mesi – ha dichiarato Franco Lufino, titolare dell’omonima boutique a San Severo – Alzare la saracinesca avrà un nuovo impatto emotivo, anche perché è parte integrante della mia vita, della nostra vita, non solo commerciale. Sarà come tornare a vita nuova, certamente diversa, e non vedo l’ora che arrivi a varcare la soglia del negozio, il primo cliente”. Sarà certemente qualcosa di diverso dal passato, considerando le regole anti coronavirus. E lo sarà anche per i clienti. Ancora Lufino, sulla preparazione alla riapertura: “Al di là delle direttive del governo, le prime direttive dobbiamo darcele noi, ogni singolo commerciante, ogni singolo utente. C’è una grandissima responsabilità tanto per chi lavora, quanto per chi verrà ad acquistare, per quelle che saranno le norme di sicurezza che si adotteranno. Noi, non dobbiamoguardare solo all’espetto economico ma dobbiamo guardare alla salute e all’incolumità reciproca. Solo combattendo insieme ce la faremo. Parlo al plurale perché tutti si comporteranno così. Dopo aver sanificato i locali, sarà monitorato l’ingresso dei clienti nel negozio – ha continuato Franco Lufino – con orari flessibili e su appuntamento, possibilmente, per darci la possibilità di sanificare gli indumenti che verranno provati e non acquistati. I capi misurati dal cliente, li metterò da parte, in busta chiusa, e li andrò a sanificare con strumenti idonei, come il vapore e altro che ci sarà comunicato dagli enti preposti. Al cliente, a prescindere se si già munito di DPI (dispositivi di protezione individuale) gli darò un’altra mascherina da sovrappore alla sua, eventualmente, oltre al gel disinfettante e i guanti, se sprovvisto. Anche se ho gli spazi ideali nel negozio, almeno in questa fase iniziale, non farò entrare più di due clienti alla volta”. Le conclusioni del titolare di Lufino 1963: “Lavorerò su appuntamento e userò la tecnologia (sito e pagine social) per far visionare la collezione prima di entrare nel negozio. Sarà anche un modo per fornire una ‘fidelity card’ per visionerà la merce on line, che permetterà una scontistica o delle promozioni. Continueremo con un servizio ‘ad personam’, con i consigli tecnici, che solo il negozio può dare, a differenza dell’acquisto on line. Nel locale non mancherà mai l’attenzione che si deve dare alle persone che vivono in quel territorio che condividiamo tutti”. Leitmotiv ripreso da Ciro Conte, titolare della boutique “Via Zannotti” e presidente di Federmoda provinciale: “Alla riapertura imminente, inizierà un nuovo percorso e una nuova strategia di marketing: la mascherina, i guanti e il gel disinfettante li fornirò io. Saranno sanificati i locali e penso di usare anche il termoscanner all’ingresso, per evitare rischi. Le precauzioni non sono mai troppe. Si lavorerà su appuntamento e credo di poter gestire tre coppie di clienti la volta. Dopo che le persone hanno misurato gli abiti che non hanno acquistato, sanificherò gli stessi con il vapore. Altra accortezza, sarà il ricambio dell’aria periodico all’interno del negozio”. Nelle conclusioni di Ciro Conte, vengono menzionate altre buone prassi da porre in essere. Anche le persone devono capire che fino a quando non si arriverà al vaccino, per interrompere il contagio e necessario usare i DPI e tenere la distanza sociale: “Arrivato alla cassa, davanti la stesso credo di mettere anche una barriera in plexigas, il cliente tornerà ad igienizzare i guanti per pagare, a prescindere la modalità, preferendo quella elettronica. Queste dovrebbero essere le regole di base per tutti. Dobbiamo tutelare i nostri clienti e dobbiamo tutelare noi stessi. Anche perché – ha evidenziato Conte – credo che entrare in un negozio dove ci sono le norme di sicurezza, renderà più tranquillo e sereno lo stesso l’acquisto. Quasi ad invogliare, quindi, a comprare lì dove ci sono le tutele”.

Beniamino PASCALE

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