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IL BICENTENARIO DELLA MORTE DI NAPOLEONE. Il 5 maggio 1821 si spegneva il dominatore dell’Europa

di MARIO BOCOLA

“Ei fu. Siccome immobile/dato il mortal sospiro/stette la spoglia immemore/orba di tanto spiro. Così percossa e attonita/la terra al nunzio sta”. Chi non ha impressi nella mente i celeberrimi versi di Alessandro Manzoni che ricordano la sfolgorante carriera militare e grandezza di Napoleone Bonaparte nella famosissima ode “Il 5 maggio”. Napoleone morì, infatti, il 5 maggio 1821 relegato nella sperduta isola di Sant’Elena nell’Oceano Atlantico, dopo la disastrosa disfatta di Waterloo. L’uomo che aveva reso grande la Francia, che aveva conquistato l’Europa devastandola con le sue fulminee imprese dopo aver inanellato una lunga serie di successi vittoriosi, viene fermato dagli Inglesi e costretto a deporre le armi. La figura di Napoleone si staglia come una luce abbagliante sulla storia europea, amato e venerato come un dio. Il progetto napoleonico di conquistare la Russia naufraga per il rigido inverno che mette allo stremo le forze del suo esercito. Lui che indomito cerca l’avanzata nella sterminata pianura russa (dove l’esercito sovietico brucia tutto) e che si vede costretto giocoforza ad indietreggiare segna il punto di svolta della sua sfavillante carriera militare. Napoleone rappresenta il “genio della vittoria” perché ha nella sua mente un’idea vincente della vita: quella di lottare sino alla fine e non arrendersi mai. Il 5 maggio 2021 ricorrono i 200 anni della morte di Napoleone e l’evento per ricordare questo glorioso personaggio che ha segnato indelebilmente la storia europea e mondiale rischia di passare inosservato a causa del Covid 19 e delle restrizioni imposte dalla pandemia. Tuttavia sono diversi gli appuntamenti che gli storici dell’età napoleonica si sono dati sui canali social, in diretta strreaming, in differita per rievocare l’epopea napoleonica. Senza poi dimenticare i libri pubblicati recentemente sulla figura del Bonaparte. Ne voglio citare alcuni che possono risultare utili agli studiosi e agli appassionati di storia moderna sul personaggio Napoleone. Il primo è il volume di Sergio Valzania, storico e studioso della comunicazione che ha dato alle stampe un libro intitolato “Napoleone e la guardia imperiale. La storia delle truppe che permisero al generale di costruire l’impero” edito da Mondadori nella collana “Le Scie” che ripercorre la carriera militare di Napoleone sospesa tra storia, epica e leggenda.Un altro volume, fresco di stampa è quello di Vittorio Criscuolo, docente di storia moderna all’Università degli Studi Milano che ha scritto un testo intitolato “Ei. Fu. La morte di Napoleone”, che contiene il testamento del grande condottiero, edito da Il Mulino. Un altro volume ancora è quello di Antonino di Francesco, docente di Storia moderna all’Università degli Studi di Milano, che si intitola “Il naufrago e il dominatore. Vita politica di Napoleone Bonaparte” edito dalla Neri Pozza che mette in risalto la carriera militare dalla nomina a primo console fino a quelle di generale e comandante supremo delle truppe imperiali. Un altro testo da segnalare, uscito da poco che si concentra sul rapporto tra storia e letteratura intorno a Napoleone è quello di Matteo Palumbo, professore ordinario di Letteratura italiana alla “Federico II” di Napoli, il quale ha pubblicato un volume intitolato “Ei fu. Vita letteraria di Napoleone da Foscolo a Gadda” per i tipi della Salerno Editrice. Si tratta di uno studio letterario su Bonaparte che inizia da Ugo Foscolo, per poi attraversare Alessandro Manzoni sino a arrivare al personaggio onirico del “Barone rampante” di Italo Calvino e di Carlo Emilio Gadda. Infine mi preme segnalare un altro poderoso tomo, edito alcuni anni fa che da poco è stato ripubblicato in occasione del bicentenario della morte di Napoleone. Per la verità trattasi di un classico sulla figura napoleonica scritto da Luigi Mascilli Migliorini dal titolo emblematico “Napoleone”, edito sempre dalla Salerno Editrice.

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