Cultura

IL BRIGANTAGGIO E NICOLA MORRA

di MICHELE TAURISANI

Un fenomeno storico di origine endemico che imperversò il Mezzogiorno nel lontano passato fin dopo la sua missione allo stato unitario. Un tempo di disagio economico e politico delle classi povere dovuto alla prepotenza della borghesia che non voleva rinunciare alle sue ricchezze e ai suoi privilegi. I contadini, spesso, venivano imprigionati perché costretti a rubare per potersi sfamare. Una situazione tragica che determinò la formazione di bande armate di briganti costituite non sempre da gente crudele e spietata e non sempre col proposito di fare del male. Si racconta che quando partivano da San Severo dei carretti, con della merce, diretti a Napoli, qualche volta capitò che i briganti rinunciarono ad impossessarsi di una parte del carico perché altrimenti sarebbe cessato quel commercio e i carrettieri avrebbero perduto la possibilità di lavorare. NICOLA MORRA di Cerignola era un brigante nostrano di origine borghese e di famiglia benestante, istruito, amante della musica, della letteratura, di libri di romanzi e poesie. Per legittima difesa fu accusato di omicidio e imprigionato. È in carcere che egli si rese conto delle condizioni di vita della gente povera ed è qui che decise di dedicare la sua vita in difesa delle persone che avevano bisogno di essere protette dalle angherie dei mezzadri e dei padroni. Quando ero ragazzo, spesso ritornava il ricordo delle gesta di NICOLA MORRA perché vidi uno sceneggiato di cui egli era protagonista al “Cinema Cicolella”, allora denominato “Cinema Umberto”. La sua visione colpì la mia fantasia, e la mia sensibilità non avvertì alcuna reazione avversa nei riguardi delle sue criminose avventure. NICOLA MORRA era fiducioso delle leggi e della giustizia ma quando queste venivano meno era lui a fare giustizia per sé e per gli altri. Vi erano due tipi di briganti: quelli politicizzati e quelli puri non legati a ideologie e provenienti da classi disagiate, ignoranti, rozzi, violenti. NICOLA MORRA apparteneva alla prima categoria. Per il suo comportamento fu considerato dal popolo un difensore degli umili, dei deboli, contro le oppressioni dei potenti. Era benvoluto da tutti e considerato un benefattore, un novello ROBIN HOOD. Egli era convinto di dover fare del bene perché era il solo modo per combattere il male che la povera gente subiva. In un altro periodo storico NICOLA MORRA sarebbe stato considerato un uomo, senz’altro con una complessa personalità, ma decisamente incline verso la benevolenza e la fratellanza di un santo.

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