CulturaIn evidenza

IL CASTELLO DI SAN SEVERO, VOLTO PERDUTO DI UN’ANTICA CITTA’

L’idea che San Severo abbia avuto un castello non è comune a molti, considerando la cittadina immersa sostanzialmente in un’ epoca e in un immaginario moderni, lontana da atmosfere cortigiane.
Edificato sulle rovine della Domus Federiciana, in quella che oggi è appunto Piazza Castello, il castello medioevale di San Severo era sviluppato in forma di fortezza, non discostandosi dai modelli dei castelli di Dragonara e Serracapriola. Le mura, di notevole altezza e della lunghezza di circa 20 metri per lato, erano dotati di torre cilindrica ad ogni angolo e definivano una pianta quadrata in cui si sviluppavano una caserma nella parte centrale, con dormitori, forno, pozzo e cucina, e diverse stanze superiori che si affacciavano sui campi.
Considerando che le mura esterne dell’edificio medioevale sono ad oggi quasi del tutto interrate, resti del Castello di San Severo sono ancora visibili scendendo attraverso scalinate di alcune proprietà private. Visibile invece la parte di mura che attualmente fa parte di una cantina privata.
Sopravvivono sotto il piano stradale i corpi di guardia a volte di pietra, con camini, celle, feritoie e finestre che aprivano sul fossato. Interessante la tecnica di costruzione dei muri interni, simili alle mura del castello di Lucera, dove mattoni di terracotta si alternano a pietra calcarea e a ciottoloni di fiume. Si possono scorgere inoltre scale che portavano ad ambienti sottostanti, oggi impraticabili perchè colmi di macerie, e una cisterna per la raccolta di acque piovane.
Ad angolo tra vico Regina e piazza Nicola Tondi è visibile un tratto esterno della torre circolare, detta Pozzo della Regina, in rilievo su muro perimetrale. Sempre lungo i muri perimetrali non mancano locali oggi a pianoterra.
Verrebbe da chiedersi quale sarebbe stata la percezione della città se ancora oggi fosse stato presente il castello, com’è in diverse cittadine limitrofe. Un elemento significativo per la costruzione di un paesaggio cittadino e personale certamente diverso da quello attuale: maggiormente immerso nella storia e perciò ricco di una favola e di un fascino perduti.
A preservare questo forte elemento identitario la voglia di ricostruire quel passato e quel senso d’appartenenza, alla base dell’infaticabile lavoro di studiosi, ricercatori ed associazioni culturali che da decenni si spendono per la ricomposizione, grafica e ideale, di antiche mura che sono storia, pietra ed anima allo stesso tempo; elementi di cui la cittadina pare avere sempre più bisogno, stando al periodo difficile che ormai da anni attraversa insieme alla provincia tutta.
Il Castello inoltre fa subito ritornare alla mente Federico II e l’abbattimento delle mura cittadine nel 1230 per sedare una rivolta popolare, come l’amministrazione di San Severo da parte dei leggendari Cavalieri Templari.
Cosa rimane di tutto questo vissuto? Di questo patrimonio di storia, eventi, gesta? Il castello avrebbe senz’altro potuto aiutarci a ricostruire il nostro passato con maggiore decisione, permettendoci di collocarci con più forza e determinazione su un asse temporale che ci vede vaghi viaggiatori nel tempo.
Resta la sua eco, per chi la cerca e vuole ascoltarla, in qualche cantina come nei mattoni di qualche vecchio vicolo che ancora ricorda il Castello di San Severo e che in certe notti di vento ne sussurra la storia.
Nazario Tartaglione

Altri articoli

Back to top button