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IL CIRCO: CHE DIVERTIMENTO!(?)

Anno 2021: a San Severo arriva il circo, un trittico “strepitoso”, chiosa il comunicato stampa che lo annuncia. Ma non sentite anche voi qualcosa che stona? Certo che sì!
E lo sentirebbe anche un orecchio poco abituato a questa “musica”.
Ma davvero nel 2021 l’umanità ha ancora bisogno di “divertirsi” con uno spettacolo ottocentesco, basato sulla SOFFERENZA degli animali?
E non crediate che queste siano le solite, lamentose denunce di animalisti sfigati.
Un sondaggio d’opinione, commissionato da EUROGROUPS for ANIMALS, conferma che lo stop ai circhi con animali è ciò che chiede il 68% degli europei e il 77% degli italiani, mentre pensano che il circo debba reinventarsi abbandonando lo sfruttamento degli animali e proponendo uno spettacolo totalmente “umano” l’84% degli italiani, e che il circo sia spettacolo senza alcun fine educativo e culturale il 90% degli italiani.
E volendo tralasciare (ma anche no) le posizioni ufficiali delle federazioni dei veterinari – che sostengono che: “l’uso di mammiferi esotici, specialmente elefanti e grandi felini (leoni e tigri), nei circhi riflette una visione tradizionale, ma obsoleta, degli animali selvatici, in quanto questi animali hanno lo stesso patrimonio genetico dei loro simili che vivono in natura, e mantengono perciò gli stessi comportamenti istintivi e bisogni naturali che non possono essere soddisfatti in un circo itinerante”1 –, e quelle degli etologi – che hanno sottoscritto la “Dichiarazione sul benessere e i bisogni etologici degli animali selvatici ed esotici nei circhi”2 nella quale si afferma che “gli animali selvatici ed esotici non sono adatti a una vita nei circhi” -, non dovrebbe lasciarci indifferenti la dichiarazione3, sottoscritta da più di 650 psicologi, che esprime “motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali:  tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia”.
Non vi convincono questi argomenti?
Bene, allora parliamo di ciò che sicuramente attirerà l’attenzione del cittadino italiano.
L’Italia finanzia con soldi pubblici i circhi con animali.
La Legge sul circo del 1968 (Legge n. 337) riconosce alle imprese circensi una “funzione sociale” e il Ministero dei Beni Culturali e dello Spettacolo finanzia i circhi con animali.
Tale Legge non è stata mai aggiornata per quanto concerne l’utilizzo degli animali ed è incredibile che nella successione di Ministri della Cultura (Franceschini-Bonisoli-Franceschini) siano riusciti a far decadere la Legge delega sullo spettacolo dal vivo che conteneva anche il superamento dell’uso degli animali nei circhi.
Il 26 marzo u.s. il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha annunciato l’allocazione di ulteriori 11 milioni di euro del Fondo Emergenza, a favore dello Spettacolo Viaggiante e del Circo. Questa cifra va a sommarsi agli aiuti già ricevuti dalla categoria da marzo 2020 ad oggi, per un totale di 26 milioni di euro.
L’Italia, che costringe circa 2000 animali ad esibirsi come marionette o acrobati nei circhi, è fanalino di coda rispetto ai 27 Paesi che – in Europa e nel Mondo –  hanno già detto “NO” a questa pratica crudele e anacronistica.
Gli animali dei circhi sono completamente snaturalizzati:
⦁ i leoni e gli elefanti in natura stabiliscono complessi rapporti sociali, annullati all’interno del circo;
⦁ le tigri sono animali solitari: al circo vengono costrette a vivere in pochi metri quadrati (in natura il loro territorio si può estendere anche per centinaia di km quadrati);
⦁ le condizioni di detenzione nei circhi sono pessime, in quanto prevedono gabbie troppo piccole, igiene scarsa o nulla, poca luce e frequenti spostamenti su lunghi percorsi;
⦁ gli animali sono costretti a compiere gli stessi identici movimenti all’interno di spazi ridottissimi;
⦁ gli elefanti sono in genere immobilizzati da due corte catene metalliche legate alle zampe: fermi in piccoli box in mezzo ai loro escrementi, passano la giornata dondolando ossessivamente il capo, l’unico movimento possibile;
⦁ per costringere gli elefanti ad alzarsi sulle zampe posteriori, gli viene appoggiato un ferro rovente sotto la gola;
⦁ ai felini vengono limati i denti ed estratti gli artigli in modo da renderli inoffensivi;
⦁ per piegarne la volontà prima dell’addestramento, le tigri vengono stese in terra, con le zampe strettamente legate e percosse con bastoni fino a quando si rendono conto che ogni reazione è inutile.
Fra i metodi d’addestramento vi è anche la privazione di acqua e cibo.
Alcuni animali non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia, perché sono talmente disperati e rassegnati che si rifiutano di mangiare. O l’animale asseconda l’uomo o muore.
Gli animali non si vestono con tutù e cappellini, non si inchinano all’uomo, non giocano
saltando in cerchi di fuoco, né compiono acrobazie pericolose.
ECCO PERCHÈ IL CIRCO NON PIACE AGLI ANIMALI. E NEANCHE A NOI.

Fonti bibliografiche: LAV e ENPA.
Note
1 https://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/FVE_Posizione%20ufficiale_VS%20ITALIANO.pdf
2 https://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/DichiarazioneBisogniEtologici%20lm_ITA.pdf
3 https://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/Documento%20di%20psicologi.pdf

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