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IL DEPOSITO DI MUNIZIONI TEDESCO VICINO AL CAMPO DI AVIAZIONE DI SAN SEVERO-TORRE DEI GIUNCHI (1943-1944)

di CESARE DI LEMBO

L’articolo pubblicato in 1^ pagina della GAZZETTA DI SAN SEVERO del 10 u.s., sull’ordigno della 2a Guerra Mondiale rinvenuto nel nostro agro e disinnescato dall’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia della Brigata Pinerolo, mi ha spinto a segnalare quanto si verificò nell’agosto 1944 nell’airfield San Severo di TORRE DEI GIUNCHI, come documentato dalla LondonGazettenel 1945.

Sul web, all’indirizzo http://www.rafweb.org/BEM_Holders3.htm, ho reperito l’articolo allegato in copia con una mia possibile traduzione.

La notizia recente mi ha colpito perché riferiva del rinvenimento di una granata da 88 mm, del classico cannone dell’artiglieria antiaerea tedesca, come quelle trovate in gran numero in un deposito abbandonato lì dai tedeschi, non come le bombe d’aereo americane inesplose degli altri più recenti ritrovamenti in Italia. A protezione del campo d’aviazione, ma più probabilmente della vicina stazione ferroviaria di San Severo, sicuramente c’era lì una batteria antiaerea tedesca, che necessitava di adeguato deposito di numerose munizioni. Può stupire che i tedeschi abbiano potuto abbandonarlo, rinunciando a tante munizioni, ma occorre tener presente che il 25 agosto 1943, insieme a tutti i campi d’aviazione intorno a Foggia, fu colpito anche questo campo con tutte gli annessi, compreso questo deposito di munizioni tedesco, che fu sconquassato in un’azione a bassa quota, eseguita da aerei da caccia USAAF (UnitedStatesArmy Air Force), l’aviazione dell’esercito USA. Fu programmata per indebolire le possibilità di reazione della Lufwaffe in occasione dell’imminente sbarco degli alleati a Salerno, previsto per il 9 settembre. Fu un’azione eseguita da 140 lightning, il famoso caccia bicoda a grande autonomia. Partiti dall’Africa, costeggiarono la costa nord della Sicilia, quindi entrarono sulla penisola italiana a Praia a Mare e la sorvolarono, sempre a bassissima quota per evitare i radar tedeschi. Quindi entrarono in Adriatico a Molfetta e da lì si inoltrarono al largo, fuori da possibili avvistamenti, e seguirono la costa fino a Manfredonia. Lì si divisero in due gruppi di 70 velivoli ciascuno. Puntarono verso i campi d’aviazione a sud di Foggia, quelli del 82nd FG (82° gruppo caccia, che avrà poi la base a Vincenzo, l’airfield tra Foggia e Troia) e verso quelli ubicati tra Foggia e San Severo i caccia del 1st FG (1° gruppo caccia che sarà di base nell’airfieldSalsola, nei pressi di Palmori). Di questo bombardamento c’è traccia anche nel libro del defunto notaio ALEARDO ORSI, allora tredicenne, che riferisce di aver visto e sentito le esplosioni sul piccolo campo d’aviazione dietro al cimitero. Furono quindi gli effetti di questa incursione, che probabilmente indussero i tedeschi ad abbandonarlo, giudicandone il recupero troppo pericoloso per i propri militari. Costò poi caro agli inglesi aver iniziato a demolirne i resti in modo inadeguato. Questo deposito si trovava tra gli olivi lungo lo stradone rurale che si può imboccare, circa dal km 3 della SS 272 San Severo-San Marco in Lamis, e portava alla vecchia masseria di Torre dei giunchi, dove c’era il campo d’aviazione di fortuna italiano, utilizzato anche dai tedeschi e poi dagli alleati.Durante l’occupazione degli alleati, questo airfield era molto grande ed importante, infatti era la base del MAPRW (MediterraneanAlliedPhotograficReconnaissanceWing), lo stormo della foto-ricognizione alleata di tutta l’area del Mediterraneo. Comprendeva il 90° stormo della ricognizione USAAF ed alcuni squadroni di ricognitori della RAF (Royal Air Force), l’aviazione militare britannica e del 60° SAAF (South African Air Force), l’aviazione militare sudafricana. Quando era in piena attività, aveva le piste ricoperte dalle famose lamiere traforate americane, di cui se ne possono vedere ancora alcune, o loro parti, in vari impieghi nelle nostre campagne e non solo. Inoltre si vedono alcuni trattori sulle nostre strade, che ancora ne portano qualcuna intera o in parte, per spianare i terreni dopo la semina. A partire dall’aprile 1944, il San Severo airfieldospiterà anche il 31st FG, uno dei migliori gruppi caccia americani della WWII, che otterrà il maggior numero di successi USAAF nell’area del Mediterraneo. Durante la WWII, occupò la caserma della RE, la Regia Aeronautica, vicino alla stazione di San Marco in Lamis, che era stata ricavata da quella realizzata durante la Grande Guerra, con un gigantesco hangar per dirigibili, tanto visibile da lontano, che i locali chiamavano la zona “Angàrrë”, così come riportato a pag. 26 del “DIZIONARIO del dialetto di San Severo” di CIRO PISTILLO e ATTILIO LITTERA, stampato nel 2006 da Arti Grafiche Malatesta. Questa unità, ora cresciuta a livello di stormo (31st Wing), è ancora presente in Italia, nella nota base di Aviano (PN), sempre con lo stesso emblema (vedi foto a corredo).

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