IL LICEO “M. TONDI” DI SAN SEVERO TRA PRESTIGIO E FRAGILITÀ DEL TERRITORIO

Fondato nel 1876, il Liceo Classico “Tondi” non è solo un Istituto scolastico: è un frammento vivo della storia cittadina. Per oltre un secolo questa scuola è stata il motore della promozione culturale dell’intero Alto Tavoliere. Eppure oggi, nel 2026, il “Tondi” si trova al centro di una tensione strutturale che interroga non solo il sistema educativo, ma la tenuta stessa del tessuto socio-economico di San Severo. Se storicamente il Classico è stato uno strumento di emancipazione e formazione della classe dirigente, oggi deve fare i conti con un contesto locale che fatica a parlare la stessa lingua. La vera sfida non è la scelta tra “latino e informatica”, ma la capacità del territorio di offrire una sponda a chi possiede queste alte competenze. A San Severo, la distanza tra formazione umanistica e mercato del lavoro tende ad accentuarsi sempre di più. In un contesto segnato da una cronica mancanza di opportunità, il Liceo assume una funzione ambivalente: se per molte famiglie l’iscrizione al Classico è un atto di fiducia estrema nella cultura come ascensore sociale, la mancanza di coerenti sbocchi professionali fa sì che la scuola formi capitale umano di altissima qualità destinato a eccellere altrove: a Bologna, a Milano o all’estero.
A complicare un quadro già fragile interviene il dato demografico, vero spettro per il futuro dell’Istituto. Con soli 312 nuovi nati nel 2024 a fronte degli oltre 600 nati agli inizi del 2000, la contrazione della platea scolastica non è più un’ipotesi, ma una realtà matematica. La sopravvivenza del “Tondi” è legata a doppio filo a questa desertificazione umana: senza una inversione di tendenza o politiche di attrazione l’eccellenza rischia di restare un’isola deserta.
Il Liceo Classico “Tondi” non è in crisi di identità. C’è chi lo accusa di “anacronismo”, ma si tratta di una critica miope: il pensiero critico, la capacità di analisi e la padronanza del linguaggio restano bussole indispensabili per governare la complessità moderna. C’è, però, la necessità che il contesto socio-economico di San Severo dimostri di essere all’altezza della difficile situazione in cui viviamo. Senza serie politiche di sviluppo culturale e occupazionale, il rischio è che questa Istituzione rimanga un glorioso monumento al passato anziché un volano per il futuro.
CESARE MICHELE BERTUZZI



