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IL MANIFESTO DELL’ARTISTA LOCALE DELLA PICCOLA ANTOLOGIA DAUNA

CONSIDERAZIONI, SPUNTI E RIFLESSIONI PER CRESCERE INSIEME
 
In tempo di pandemia c’è senz’altro il tempo di riflettere sul vero valore delle cose, come sui diversi ruoli che si rivestono e che costituiscono gli ambiti della società, al fine di ricavarne un senso nuovo o comunque accresciuto, capace di leggere le inattese esperienze presenti e proiettarsi al futuro. Così insieme al primo volume della Piccola Antologia Dauna, pubblicata on line nel mese di novembre 2020, nasce un MANIFESTO DELL’ARTISTA LOCALE: insieme di punti, spunti e riflessioni su un ruolo e su un ambito come pochi messi alle corde dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria ancora in pieno corso.
Un’occasione per condividere con l’artista che lo desiderasse un punto di vista prospettico sul proprio ruolo, individuando possibili obiettivi e pratiche che possano contribuire alla concretezza e all’impatto di idee, opere e rappresentazioni sulla realtà in cui agisce – allo stesso tempo sostenere un’accresciuta consapevolezza del proprio valore artistico, umano e sociale.
Un manifesto che vuole essere soprattutto occasione di incontro, riflessione e dibattito intorno ai punti proposti, evitando di dare la linea, di dettare regole e condizioni.
Un documento originale, figlio del rispetto per la propria passione e per la propria terra, come per il lavoro profuso nei decenni per esse, che tra i temi proposti vede il rapporto con la comunità e col territorio, l’abbandono dell’individualismo, la celebrazione della propria terra, il legame tra opere e costruzione personale del paesaggio, la rappresentazione delle proprie radici e il rinnovamento delle tradizioni, il rapporto con l’ambito nazionale, lo studio e il tramandarsi dei saperi, il contrasto al disagio sociale, l’interazione con le scuole, il valore dei dialetti, ed altri argomenti ancora.
Di seguito quindi i punti che lo costituiscono, insieme alla voglia di tornare ad incontrarsi, discutere, confrontarsi e crescere insieme
MANIFESTO DELL’ARTISTA LOCALE
 
1- Vista la condizione di permanenza e legame col territorio e la comunità, l’artista locale dovrebbe praticare una visione del proprio ruolo sempre più comunitaria e meno individualista, stringendo alleanze, mai settarie o esclusive, con altri artisti del proprio o diverso linguaggio; ben ricordando l’importanza della collaborazione per le relazioni e l’evoluzione artistica
2- Vista la condizione di permanenza e legame col territorio e la comunità, l’artista locale dovrebbe realizzare opere che celebrino soprattutto la propria terra, la cultura, la storia, le tradizioni e l’attualità della stessa, anche rappresentando le proprie vicende individuali; superando sterili personalismi, e consapevole della possibilità di arricchire la futura tradizione
3- L’artista locale dovrebbe essere consapevole che la propria attività rivolta al territorio, con opere e rappresentazioni, può favorire l’interpretazione e la costruzione personale del paesaggio – funzioni necessarie ovunque, ma soprattutto in quelle comunità con maggiore disagio sociale, al fine di trovare nuovi spunti per un pensiero positivo e costruttivo e per un miglior rapporto con i luoghi in cui si vive o a cui si appartiene. In tale contesto si sottolinea, per le opere letterarie, l’efficacia dei dialetti.
4- L’artista locale dovrebbe essere consapevole della possibilità di caratterizzare l’offerta artistica, creando attraverso le opere dei veri e propri prodotti tipici locali, che rappresenteranno le radici, la storia, la tradizione e l’attualità della propria terra; pure basandosi sulla propria storia personale – ben ricordando che allo stesso tempo sapranno parlare al mondo intero. Alcune massime di riferimento: “Racconta il tuo villaggio e racconterai il mondo”- “Dal locale al globale” – “Tra tradizione e innovazione” – “Parla del particolare e rivelerai l’universale”
5- L’artista locale dovrebbe essere consapevole dell’importanza di coltivare e rappresentare le proprie radici. Infatti, com’è per gli alberi, queste contribuiscono ad un solido sviluppo della persona, sostenendone forza e carattere, insieme alla coerenza del tessuto sociale – senza dimenticare, proprio come gli alberi, di guardare contemporaneamente al cielo e ai suoi orizzonti
6- L’artista locale dovrebbe condividere le proprie conoscenze con i più giovani, o con chiunque le voglia acquisire, al fine di favorire armonia e trasmissione del sapere artistico e culturale, a beneficio delle relazioni personali, artistiche e del patrimonio di conoscenza sociale
7- L’artista locale dovrebbe cercare o cogliere possibilità d’interazione con la didattica delle scuole pubbliche, consapevole del valore complementare della propria azione, capace di arricchire l’offerta formativa tradizionale condividendo con gli insegnanti e gli studenti mezzi creativi e di pensiero alternativi, di introspezione, intuizione, ideazione, espressione, elaborazione e comunicazione di idee e contenuti, anche in forma estetica
8- L’artista locale dovrebbe essere consapevole dell’alto e sano valore formativo che la propria disciplina può rappresentare per i più giovani, soprattutto in territori con diffuso disagio sociale, e condividere la propria arte nell’idea di stimolare la nascita di passioni, la scoperta di talenti e lo sviluppo di percorsi artistici ed umani costruttivi
9 – L’artista locale dovrebbe essere consapevole del contributo che può fornire alla divulgazione delle opere e del pensiero dei grandi autori della storia, avvicinando ad essi il pubblico cittadino grazie a spettacoli, rappresentazioni, pubblicazioni, convegni, dibattiti e attività associative. Un ruolo che premette preparazione e formazione, e di concreta utilità sociale
10- L’artista locale dovrebbe condividere l’immaginazione e il pensiero onirico che gli sono propri, al fine di infondere sogno e creatività al territorio. Elemento importante per l’espansione del pensiero personale e collettivo, il pensiero onirico finisce per arricchire la progettualità dell’intero tessuto sociale, e in ogni settore
11- L’artista locale dovrebbe essere consapevole del valore umano, di pacificazione, spirituale e terapeutico che ogni arte porta in sé.
12- L’artista locale dovrebbe evitare di paragonarsi agli artisti nazionali, vivendo il proprio ruolo con specificità e carattere, e dandosi modelli diversi e adatti alla propria vita artistica, che gli permettano di agire in modo concreto, senza nutrire una visione improbabile o illusoria dell’arte, finalmente smitizzata.
13- L’artista locale dovrebbe sviluppare una piena consapevolezza del proprio ruolo e valore artistico e sociale. A questa conseguirebbe l’individuazione di obiettivi realistici e sostenibili, evitando inutili dispersioni di energia, di creatività e, soprattutto, lo smarrimento a cui è tipicamente soggetto in assenza di chiare mete
14- L’artista locale dovrebbe sempre impegnarsi e studiare, anche da autodidatta, per migliorare ed aggiornarsi. Inoltre ricordare che il settore artistico nazionale, qualora ambìto, si nutrirà di quello locale maggiormente preparato, professionale e progettuale. Esercitarsi e prepararsi costantemente sarà un modo per vivere i propri sogni e le eventuali aspettative di affermazione in modo concreto e realista. Gli artisti locali sono serbatoio degli artisti nazionali
15- L’artista locale dovrebbe pretendere rispetto per il proprio ruolo, la propria formazione e la propria opera, evitando di prestarsi a situazioni in cui non è apprezzato come merita, sia nelle rappresentazioni pubbliche che in quelle private, come nell’interazione con altri artisti, editori, managers, associazioni culturali, enti pubblici o privati.
16- L’artista locale dovrebbe essere consapevole che la prima forma di cultura è il lavoro. Infatti è questo che sostiene le funzioni culturali di base: conoscenza, formazione, sviluppo del valore e dell’identità della persona e sociale. Saprà quindi incoraggiare la destinazione di finanziamenti che contemperino le diverse esigenze, sia quelle artistico-culturali che del lavoro in genere, ben sapendo di agire contro il disagio sociale.
Sui dialetti
17- L’artista locale dovrebbe essere consapevole del valore identitario e linguistico della propria Lingua Madre, ricordando che i dialetti sono lingue antiche e pertanto precedenti e padri della lingua nazionale. Con questa hanno un rapporto naturale e complementare, rivestendo un ruolo proprio, necessario e non surrogabile dalla lingua nazionale.
18- L’artista locale dovrebbe essere consapevole che i dialetti sono custodi e scrigni di mondi antichi, che in essi riecheggiano e si conservano, e che il pensiero dialettale si conferma un potente mezzo introspettivo, contemplativo e rivelatorio, carico di echi ancestrali.
19- L’artista locale dovrebbe essere consapevole dell’importanza del repertorio tradizionale, che in ogni forma, e in particolare attraverso scritti dialettali, custodisce le civiltà e le società che ci hanno preceduto. Grazie alle scene di vita descritte e ai vocaboli utilizzati, le opere tradizionali diventano specchio di tempi antichi: mondi lontani a cui apparteniamo e di cui siamo eredi
20- L’artista locale dovrebbe essere consapevole che per le modalità di uso e apprendimento, i dialetti sono lingue del vissuto, e quindi pregni di emozioni, ricordi, musicalità e colori, e anche per questo mezzi poetici naturali.
21- L’artista locale dovrebbe essere consapevole che i dialetti non sono da intendersi lingue minori ma linguaggi specifici di una comunità, di un territorio definito, inserito in uno più ampio e nazionale.
A fare grande una lingua, dialettale o nazionale, non sarà quindi la sua collocazione geografica ma piuttosto l’opera degli autori che attraverso essa si esprimeranno.
22- L’artista locale dovrebbe essere consapevole della possibilità, attraverso le proprie opere, di elevare il dialetto quotidiano a dialetto artistico – pure contribuendo alla sua evoluzione e umanizzazione.
Non sarà per questo necessario rinunciare alla leggerezza, che contraddistingue alcune espressioni dialettali, ben consapevole del valore dell’ironia, dell’umorismo e della comicità.
23- Premesso il legame naturale tra linguaggio e pensiero, l’artista locale dovrebbe essere consapevole del contributo che può offrire all’interpretazione e costruzione personale del paesaggio, in particolare con il dialetto artistico. Offrire un esempio positivo di dialetto, anche attraverso quello estetico, servirà a sollecitare un’idea positiva dello stesso territorio: “Riscoprire il dialetto per riscoprire la tua terra e la tua città”
In conclusione
24- Vista la condizione di appartenenza e il legame col territorio e la comunità, l’artista locale ha soprattutto una grande opportunità, fare dell’opera e della vita artistica un complessivo atto di amore e di rispetto per la propria terra, dimostrandosi capace di un’azione poetica alta: cogliere bellezza e umanità proprio li dove sono più celate dal degrado e dal disagio, per rappresentarle e condividerle con il pubblico. Ciò sosterrà umanizzazione e sviluppo culturale della vita e del tessuto sociale
A chiudere questo Manifesto una poesia di Tonia d’Angelo, che ben si presta alla figura dell’Artista Locale
Voi andate
Io mi fermo qui
questo è il mio cielo
la terra che mi tiene.
Non temete
Io non piango
questa è la mia pace
il vento buono che mi parla.
Non salutate
io non mi allontano
aspetto qui i ricordi
e quel lontano sorriso.
Voi andate
Io sto bene qui.
Tonia d’Angelo
Nazario Tartaglione

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