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Il mito di Paz conquista il Teatro Verdi: standing ovation ed emozioni pure per Andrea Santonastaso

Una serata di intense emozioni, applausi scroscianti e una commossa standing ovation finale. Il Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” di San Severo ha tributato un omaggio indimenticabile a una delle anime più dirompenti della cultura italiana con lo spettacolo “Mi chiamo Andrea, faccio fumetti”. Un’opera prodotta dal Teatro dell’Argine, scritta da Christian Poli e interpretata magistralmente sul palcoscenico da Andrea Santonastaso.
L’evento ha rappresentato uno dei momenti clou delle celebrazioni per il 70° anniversario della nascita di Andrea Pazienza. Un palinsesto nato sotto il claim “Buon Compleanno Paz”, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale – nella persona del Vicesindaco e Assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani – in stretta collaborazione con l’Associazione ValorizziAmo San Severo.
Prima del debutto sul palco, l’attore Andrea Santonastaso ha incontrato i partecipanti del laboratorio teatrale ispirato ad Andrea Pazienza, curato da Francesco Gravino dell’associazione Foyer 97. Un breve ma significativo momento di scambio artistico che ha introdotto il pubblico nel clima intimo e creativo della serata.
Una volta aperte le porte della sala, i riflettori si sono accesi sul cuore pulsante dell’evento. Lo spettacolo affonda le sue radici in un ricordo intimo e potente, una vera e propria folgorazione avvenuta nella Bologna degli anni ’80. Santonastaso ha raccontato con straordinaria intensità di quando era solo un bambino di dieci anni, avvicinatosi a un’edicola con l’intenzione di comprare le classiche figurine. Lì, però, il suo sguardo venne rapito da un’altra copertina: quella della mitica rivista Alter Alter, che custodiva le storie di Andrea Pazienza.
Fu un punto di non ritorno, una scelta immediata: non più le figurine, ma quel mondo in bianco e nero e a colori. Da quel momento, per il piccolo Andrea, il fumetto ha smesso di essere un semplice passatempo ed è diventato un dogma, una rivelazione assoluta, una lente d’ingrandimento per leggere e interpretare la vita.
Da quella scintilla iniziale è scaturito un racconto teatrale travolgente, tradottosi in un vero e proprio viaggio antropologico e artistico. Santonastaso ha guidato il pubblico lungo un percorso emozionale che ha ridato vita alle creature più iconiche del genio di Paz: da Pentotal a Zanardi, fino a Pompeo.
Definitivamente lontano dall’essere un semplice “disegnatore”, Andrea Pazienza è stato celebrato come un artista totale, un visionario capace di prendere la realtà – anche quella più cruda, complessa e dolorosa – e di trasformarla in pura poesia.
Il pubblico del “Verdi”, letteralmente rapito dal ritmo del monologo e dalla vibrante presenza scenica dell’attore, è esploso alla fine in un entusiasmo travolgente. Quel lunghissimo applauso e la standing ovation finale non erano solo per la splendida interpretazione, ma rappresentavano il tributo d’amore sincero e commosso di una città intera a quel ragazzo geniale che ha saputo elevare il fumetto a una delle forme d’arte più pure del Novecento.

Mariella FAGGIANELLI

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