Prima pagina

IL NUOVO LIBRO DI ALDO SABATINO SUI CADUTI SANSEVERESI NELLA GRANDE GUERRA

IL LIBRO CHE IL CONCITTADINO ALDO SABATINO HA DEDICATO ALLA MEMORIA DEI GIOVANI SOLDATI SANSEVERESI CADUTI NELLA GRANDE GUERRA MERITA L’ATTENZIONE NON SOLO DEI NOSTRI LETTORI MA DI TUTTA LA CITTADINANZA. E’ UN LAVORO CERTOSINO CHE RENDE ONORE AD UNA PAGINA TRISTE MA SOCIALMENTE SIGNIFICATIVA DELLA NOSTRA STORIA DI UN SECOLO FA. IL LIBRO, STAMPATO DALLE GRAFICHE SALES DEL NOSTRO EDITORE, USCIRA’ IN ALLEGATO AL NUMERO DELLA ‘GAZZETTA’ DEL PROSSIMO SABATO 4 MARZO 2017 AL PREZZO (COL GIORNALE OVVIAMENTE) DI 15 EURO. CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ GIA’ PRENOTARE LA COPIA DEL LIBRO PRESSO L’EDICOLA DI FIDUCIA.

La Grande Guerra è stata una perdita immane e irreparabile di padri, fratelli, figli, mariti, di una generazione di giovani, di energie,di talenti che non avrebbero avuto la loro occasione di esprimersi, di sogni che non avrebbero avuto modo di realizzarsi. Osservando gli sguardi pieni di speranza di quei volti in massima parte di giovani che non sono più tornati ai loro affetti, sembra quasi di cogliere un monito – ci esortano a non lasciarli nell’oblio, a non dimenticare il loro sacrificio.Rinverdire e recuperare la memoria dei soldati di San Severo caduti nel primo conflitto mondiale e rendere un doveroso umano riconoscimento del loro eroismo e sacrificio,ecco, credosia questo il proposito che ALDO SABATINO voglia perseguire,e che, a parer mio, realizza compiutamente con il suo volume “DULCE ET DECORUM EST PRO PATRIA MORI…”, di imminente uscita per i tipi di GRAFICHE SALES in allegato a LA GAZZETTA DI SAN SEVERO.In questo senso, l’opera di Sabatino è meritoria, perché in un’epoca in cui la memoria si ferma quasi sempre all’oggi, o al massimo alle nostre passate esperienze di vita, il rischio di dimenticare per sempre è molto alto. Si ha bisogno del‘giorno della memoria’ per ricordare questa o quella tragedia. Ce ne ricordiamo e ce ne doliamo oggi… domani è tutto passato. Se questo è l’aspetto più umanamente pregnante del volume di Sabatino, altri tuttavia, e non meno significativi, vanno sottolineati. È un libro che si sfoglia anche per il suo impatto visivo; una galleria dimolti ritratti dei nostri soldati caduti e di foto riproducenti scene di guerra e di vita in trincea, il tutto impaginato con una certa cura. Ogni pagina ha un layout diverso, quasi a voler rendere singolare e personale l’omaggio al soldato in essa riprodotto. Ogni singolo soldato è una persona a sé, e merita tutta la nostra considerazione, non è uno tra i tanti – “mille e uno” non deve fare necessariamente sempre “mille”-  come scriveCANIO MANCUSO nel suo intervento introduttivo al libro. Ognuno ha la tomba ornata di papaveri rossi,simbolo del sangue ch’egli ha versato per una causa di cui non ha avuto la possibilità di capirne il senso. È anche una raccolta di poesie e testi poetici scritti dai nostri poeti-soldati che hanno sperimentato personalmente l’esperienza tragica, straziante e assurda della guerra; testi che divennero il simbolo della disillusione di una intera generazione e della rivolta verso gli stereotipi della poesia di fine ottocento. Ad ogni soldato è dedicata una poesia con funzione di prece, di preghiera laica nella forma, ma profondamente religiosa nello spirito. È ancora l’elencazione di tutti i soldati caduti nati a San Severo e di residenti nella nostra città, che pur nati altrove, hanno qui vissuto, lavorato, formato famiglia e lasciato affetti e che quindi possiamo considerare sanseveresi a tutti gli effetti. Il titolo -“DULCE ET DECORUM EST PRO PATRIA MORI…”, un verso dalle ODI DI ORAZIO ripreso dal poeta-soldato inglese WILFRED OWEN nella sua poesia con lo stesso titolo, riproposta nel volume, termina con tre puntini di sospensione di cui non comprendiamo subito il senso e che sottendono e rimandano a qualcosa chescopriamo quando, girata la copertina, leggiamo nella prima pagina, funzionalmente quasi prosecuzione della copertina stessa, la confutazione senza appello al ‘dolce e dignitoso è morire per la patria’.

AR. GO.

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