IL NUOVO LIBRO DI GIUSEPPE CLEMENTE: «MICHELE CARUSO STORIA DI UN CAPOBRIGANTE»

La biografia di MICHELE CARUSO unisce al rigore scientifico, il gusto per la storia–narrazione ed è il risultato di un minuzioso lavoro di ricerca di archivio, che raccoglie un’imponente documentazione inesorabilmente oggettiva, capace di dare una risposta alla crescente domanda di recupero della memoria, in un momento in cui quando si parla di brigantaggio postunitario nel Mezzogiorno scatta l’allerta, quasi si toccasse un argomento “diabolico” e da qualche parte si distorce la realtà a favore di visioni di parte. “LA STORIA NON È UNA COSA OPINABILE. LA STORIA È UN FATTO” e il libro ambisce a una ricostruzione obiettiva delle vicende che videro coinvolti CARUSO e la sua banda. Brani di terribili verità su episodi cruciali della lotta al brigantaggio, come quelli del Ponte di Ciccallento e delle masserie Petrulli, Melanico e Monachella, emergono da fonti documentarie (leggi, atti pubblici, relazioni parlamentari) o narrative (diari, lettere, memorie, appunti), che vedono il capobanda di Torremaggiore protagonista, quando terrorizzava la Capitanata, il Molise e il Sannio. Per circa tre anni tenne abilmente in scacco l’esercito, la cavalleria, i carabinieri e la guardia nazionale, senza che si riuscisse a catturarlo. Ma con la scesa in campo del generale PALLAVICINI, che cambiò le regole della lotta al brigantaggio, giunse anche la fine di CARUSO, i cui crimini per l’odio e la violenza che li caratterizzavano rimasero a lungo nell’immaginario collettivo.



