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IL RUOLO DEL DOCENTE

La sentenza della Corte di Cassazione, Sez. Penale, con sentenza n. 28213 del 9 ottobre 2020 stabilisce che: “I genitori che interrompono o turbano le lezioni a scuola per prelevare il figlio, senza autorizzazione, assumono una condotta penalmente rilevante che integra la fattispecie di reato di cui all’art. 340 c.p., ossia il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”.

La famiglia, da sempre, rappresenta il primo humus di crescita di un figlio. Quest’ultimo “respira” l’educazione primaria che i genitori dovrebbero insegnare.

La scuola, come seconda agenzia educativa, quel ponte di passaggio tra famiglia, primigenio nucleo sociale e formativo della persona, e la società, luogo naturale di integrazione con gli altri individui e di esplicazione della propria personalità.

Famiglia – scuola, scuola – famiglia, un binomio perfetto di una completa educazione civica, morale e scolastica se solo il ruolo dei genitori non invadesse la sfera professionale del docente.

Negli ultimi tempi il ruolo degli insegnanti è declassato ed è, sempre più, oggetto di invettive e scontri diretti da parte dei genitori.

Sebbene l’alunno sia l’attore del processo didattico- educativo subisce, a volte, l’ingerenza eccessiva di genitori che interferiscono nelle valutazioni scolastiche.

Sottovalutando il docente che viene sempre più vessato a seguire regole che esulano da quelle prettamente scolastiche.

L’auspicio dei docenti è quello di poter ripristinare “la famosa libertà di insegnamento” come stabilito dell’art. 33, comma 1 della Cost.: “L’arte e la scienza sono libere e libero è l’insegnamento”, senza ingerenze genitoriali così da poter insieme collaborare per un processo formativo concreto degli alunni.

 

Dott.ssa Sara Carolina Leone

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