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IL SINDACO MIGLIO REVOCHI LA DELIBERA DI GIUNTA CON LA QUALE HA TRATTATO LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI CON L A SAGEDIL, CHE, TRA ALTRO, CONTINUA A PRENDERE IN GIRO LA GENTE PERBENE

La salute dei cittadini vale molto di più di 200 mila euro l’anno e di 15 posti di lavoro. Il Sindaco Francesco Miglio revochi subito la delibera di giunta con la quale lui stesso, il vice Sindaco e altri 4 assessori hanno deciso il futuro di una intera città, prevedendo un pre accordo con la Sagedil srl per la realizzazione sul territorio di un impianto di compostaggio aerobico per trattare 60 mila tonnellate di rifiuti provenienti da ogni dove”. Così Davide Trivento, componente del comitato civico che si è costituito contro la realizzazione dell’impianto scende in campo e si appella ai consiglieri di maggioranza.

In questa partita – spiega Trivento –, mentre i cittadini stanno avviando raccolta di firme, l’opposizione ha avviato le sue iniziative e si è addirittura espressa la Regione Puglia, non si comprende bene i consiglieri di maggioranza che ruolo hanno giocato. Sono d’accordo nel far diventare la città puzzolente? Ci si chiede perché questo accordo sotto banco con la Sagedil srl che, tra altro, si permette anche di divulgare dati e circostanze FALSE con comunicati stampa?.

SAGEDIL con il comunicato stampa del 18.05.u.s., con il titolo “Doverose precisazioni della SAGEDIL” continua a dire corbellerie testualmente “intendiamo fare impresa con l’impianto di compostaggio sfruttando tecnologie di ultima generazione”; assolutamente FALSO, afferma Trivento Davide nel suo comunicato stampa, basta leggere il progetto della Sagedil depositato in Provincia e si nota chiaramente che “le Puzze” prodotte dall’impianto aerobico verranno depurate a mezzo biofiltro a legno stratificato , lo stesso utilizzato da tanti altri impianti di compostaggio già esistenti in tutte Italia ( altro che tecnologie di ultima generazione) ove con una escursione termica improvvisa e/o per eccesso umidità del ceppato stratificato nel biofiltro , le “puzze” periodicamente appestano le città limitrofe; basta ricordare per brevità, solo i comuni di Lucera e Foggia con l’impianto aerobico della Bioecoagrim oppure a Modugno e Bari con l’altro impianto aerobico della Tersan Puglia quanti problemi danno, eppure la Bioecoagrimm e la Tersan Puglia vengono costantemente monitorati dagll’ARPA e nonostante tutto la puzza oramai tiene in ostaggio la popolazione limitrofa.

ANCORA, SAGEDIL ha comunicato, FALSAMENTE, che il numero dei camion che transiteranno sulla SS 16 con il nuovi impianto di compostaggio aumenterà al massimo di 15 in più per ogni giornata di lavoro, di mendicando che i compattatori necessari per conferire 65.000 tonn. per 200 giorni lavorativi annui ( tanto sono i giorni di conferimento rifiuti al netto delle festività e dei periodi di fermo per manutenzione dell’impianto necessario per legge) saranno al meno 40 giornalieri considerando che un compattatore porta mediamente tonn 8 per viaggio, che aggiunto ai camion in uscita necessari per il trasporto del prodotto finito ( ammendante), il pergolato e sovvallo prodotto dalla lavorazione, aggiunte alle autovetture in uso ai dipendenti, clienti, manutentori e tutte le persone che dovranno recarsi all’impianto si raggiungeranno oltre 180 veicoli in più che transiteranno sulla SS 16, a discapito dei pendolari che già oggi mettono a rischio la loro vita su quella strada; alla SAGEDIL nessuno vieta di fare impresa a San Severo, noi del Comitato chiediamo sono di non essere presi in giro .

Certamente non è questo – prosegue Trivento -, lo sviluppo che i sanseveresi desiderano . Quindi è necessario revocare la delibera e decidere tutti insieme che tipo di sviluppo è sostenibile per la città. Questo è quello che fortemente vuole il Comitato sorto appositamente contro l’impianto di compostaggio aerobico che dovrà sorgere sulla SS 16, a pochi chilometri da San Severo, e con l’aiuto dei cittadini rispettosi del nostro territorio ci riusciremo”.

Davide Trivento, componente del comitato civico

No all’impianto di compostaggio presso la ex-Safab

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