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IL TERREMOTO DEL 30 LUGLIO 1627

“La Città di San Severo, un tempo Castel Drione edificato maestoso dal greco Diomede, alle ore 16 del 30 luglio 1627 insieme ad alcune città circonvicine, a causa di un violentissimo terremoto cadde molto dolorosamente con la morte di innumerevoli cittadini. Di essa l’Amministrazione della Città nell’anno 1630 sotto il regno del Re Cattolico Austriaco Filippo IV e il governo del principe Paolo III (de) Sangro, con il pubblico denaro ricostruì ed eresse le case come un monumento a triste (futura) memoria e lustro della città”. Recita così la lapide issata a ricordo perenne del più funesto evento sismico che distrusse la nostra San Severo. Gli ultimi quattro giorni del mese di luglio del 1627 la città fu oppressa dal caldo afoso, i venti erano assenti e vi era una quiete innaturale, il sole era quasi completamente oscurato dalla pesante umidità che riempiva il cielo. A causa della calura estiva dopo il pasto del mezzogiorno la gente si era rinchiusa in casa per trovare un po’ di frescura, alcuni erano invece usciti in strada per ripararsi all’ombra degli edifici, altri si erano recati in campagna. Nel pomeriggio, un triste presagio stava per compiersi, un evento che segnerà negli anni a venire la storia della città: alle ore 16,00 circa, accompagnato da un grande boato, un catastrofico terremoto dell’undicesimo grado della scala Mercalli (6,7 della scala Richter) con epicentro a Nord-Est di San Severo, rade al suolo l’intera città e reca danni irreparabili alla maggior parte degli edifici; quelli che non vengono danneggiati sono ridotti in un cumulo di macerie. Il sisma fu la causa di un disastroso tsunami che si infranse lungo le coste del Gargano, distruggendo molti villaggi che erano sorti in prossimità del mare e inondando le città di Lesina e di Manfredonia. A causa del terremoto persero la vita 5000 persone e chissà quante altre migliaia la persero per lo tsunami… Numerosi gli edifici rovinati. A San Severo la Cattedrale resistette in gran parte al forte sisma, ma la parte superiore del campanile cedette e la campana maggiore andò distrutta; anche le volte della chiesa subirono ingenti danni. La chiesa di San Severino fu meno fortunata in quanto cadde tutto il tetto e parte del campanile andò distrutta. L’ospedale della Pietà andò in rovina. Anche alla chiesa di San Nicola cadde tutto il tetto mentre la chiesa di San Giovanni rimase praticamente indenne, nonostante le numerose crepe formatesi un po’ ovunque. La chiesa della Pietà rimase intatta, così come il monastero dei Cappuccini e di San Rocco, i quali ebbero pochissimi danni. Anche la chiesa della Madonna dell’Uliveto rimase intatta. La chiesa di Santa Croce al mercato andò quasi completamente distrutta, così come molti altri edifici della città. Del disastroso terremoto del 30 luglio 1627 ci parla l’abate Antonio Lucchino in un’opera intitolata Del terremoto che addì 30 luglio 1627 ruinò la città di San Severo e terre convicine, il quale ci ha lasciato pagine tristi di quella giornata. La ricostruzione della città fu lentissima, senza contare che le scosse di assestamento furono molto numerose e si protrassero fino alla primavera dell’anno successivo: le più forti e disastrose furono quella del 6 Settembre, che distrusse completamente alcuni edifici già in rovina, e quella della notte del 14 Maggio del 1628, un po’ meno forte del sisma di fine Lugliodell’anno precedente. Dal 1600 fino ad oggi, tuttavia, l’attività sismica della nostra zona si è ampiamente ridotta, anche se in media una volta ogni 100 anni si verifica una scossa di moderata intensità; si tratta, però, di scosse, per fortuna, di intensità abbastanza ridotta.                                                                                      

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